ILVA, ‘LIBERIAMO TARANTO’ SCRIVE A COSTA E GRILLO. GOVERNO ISTITUISCA TAVOLO QUALITA’ DELL’ARIA ANCHE QUI

Ilva. Su Taranto vogliamo risposte urgenti e concrete dal Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa e dal Ministro della Salute, Giulia Grillo, soprattutto all’indomani della sentenza della Corte europea di Strasburgo per i Diritti dell’Uomo.

A chiede chiarimenti è il movimento “LiberiAmo Taranto”.

Nei giorni scorsi infatti, accogliendo il ricorso presentato da 180 residenti a Taranto, la Corte Ue ha condannato la Stato italiano per non aver tutelato la salute dei tarantini dall’inquinamento causato negli anni dallo stabilimento Ilva.

Per il movimento, “la Corte Europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo ha chiaramente condannato il Governo Italiano per non aver tutelato i diritti fondamentali dei cittadini di Taranto (anch’essi cittadini italiani ed europei), per aver leso quei diritti, alla vita e alla salute, che sono alla base di ogni ordinamento giuridico, in quanto diritti naturali di ogni uomo”.

“La drammatica situazione, gli abusi ambientali e le conseguenti implicazioni sanitarie che siamo costretti a vivere sul nostro territorio non sono ulteriormente tollerabili – si legge nella lettera a Costa e Grillo – tnte, troppe sono le vittime dell’inquinamento e non solo nel quartiere a ridosso dell’acciaieria ex Ilva, oggi Arcelor Mittal, ma in tutta la provincia ionica; vite spezzate e famiglie distrutte dalla sofferenza”.

“L’intera comunità – racconta ancora il movimento – vive la quotidianità con la paura di ammalarsi, o di vedere un proprio caro soffrire e morire, o in alternativa scappare, andare via da questo posto, colpevoli di vivere in una meravigliosa città che, però, per lo Stato italiano, non ha diritto alle tutele giuridiche previste per ogni altra città d’Italia”.

Per “LiberiAmo Taranto”, “non è una esagerazione ma è una assurda e inconcepibile verità. Basti
pensare all’impianto siderurgico Ilva di Cornigliano-Genova, la cui area a caldo fu chiusa già nel 2005 perchè dichiarata dannosa per la salute dei cittadini genovesi, mentre a Taranto la stessa area a caldo continua ad inquinare e ammalare col benestare dei governi, compreso quello attuale, che hanno concesso e continuano a concedere persino una immorale immunità penale ed amministrativa agli attuali gestori dell’acciaieria”.

Con la sentenza CEDU del 24 gennaio 2019, per la prima volta – si afferma nella lettera ai ministri – un tribunale sovranazionale accerta la gravissima violazione del diritto alla salute e alla vita di uomini, donne e bambini che dovrebbero essere invece tutelati da uno Stato che, con ogni evidenza, nel corso degli anni non solo ha negato, ignorato, messo a tacere le legittime proteste e richieste di intervento della politica e delle autorità nazionali, ma che addirittura, con ben 11 decreti, ha sacrificato e condannato i cittadini di Taranto in favore degli interessi privati di una multinazionale.

Per la Corte Europea dei diritti dell’uomo – si evidenzia poi – il Governo italiano, consentendo all’Ilva di proseguire l’attività industriale, ha di fatto determinato la perdurante situazione di grave inquinamento delle aree limitrofe al siderurgico e subordinato la tutela della vita e della salute dei residenti alle esigenze produttive. Con questa sentenza storica, la Corte Europea accerta la violazione degli articoli 8 e 13 della Convenzione Europea dei Diritti fondamentali dell’uomo e ordina allo Stato Italiano di porvi rimedio nel più breve tempo possibile”.

“A seguito di questo primo importante atto di giustizia per la nostra comunità” – conclude il movimento “LiberiAmo Taranto”  – “esigiamo il massimo rispetto della sentenza CEDU e richiediamo che, alla stregua dell’istituendo tavolo per la qualità dell’aria da voi ministri convocato per le problematiche ambientali della pianura padana, venga con la massima urgenza” rivolta attenzione anche alla questione di Taranto.

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