ILVA, LEGAMBIENTE SCRIVE AL MINISTRO COSTA: “8 MLN TONNELLATE ANNUE DI ACCIAIO SONO UN RISCHIO”

Ilva. Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, scrive al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, chiedendo che si proceda verso la valutazione di impatto ambientale sanitario preventiva dell’Ilva per quanto concerne l’impatto del siderurgico, dal punto di vista ambientale, sulla città di Taranto.

“La città di Taranto non più aspettare  – si legge nella nota – non si può chiedere a nessuno di attendere in silenzio che, a posteriori, venga confermato quello che già oggi si sa circa i rischi per la salute che permarrebbero a fronte di una produzione superiore ai sei milioni di tonnellate annue di acciaio ottenuta dal solo ciclo integrale”.

“Se per il passato ci interessa avere giustizia – si legge ancora – e questo è un compito affidato al processo per disastro ambientale in corso, per il futuro dell’Ilva e della città di Taranto vogliamo essere certi che le attivita’ industriali non arrechino nuovi danni alla salute e all’ambiente”.

Con la missiva, firmata da Stefano Ciafani (presidente nazionale Legambiente), Francesco Tarantini (presidente Legambiente Puglia) e Lunetta Franco (presidente Legambiente Taranto),

l’associazione ambientalista chiede al Dicastero dell’Ambiente che la valutazione preventiva venga effettuata entro il termine massimo dell’apertura delle procedure autorizzative previste per la riaccensione di AFO 5, l’impianto che consentirebbe ad ILVA una produzione di 8 milioni di tonnellate.

Per Legambiente sono insufficienti le integrazioni al piano ambientale Ilva, pur apprezzando l’accorciamento dei tempi per la copertura dei parchi minerali e la definizione di tappe temporali intermedie nell’applicazione di quanto previsto.

Nella nota infatti, il presidente Ciafani spiega “di aver esaminato l’addendum ambientale e che quanto previsto al capitolo 4 non dà garanzie dell’effettiva assenza di rischi per la salute, specie per gli abitanti del quartiere Tamburi, il più prossimo agli impianti”.

“Non c’è alcun impegno a ridurre le emissioni inquinanti già autorizzate dal Piano Ambientale – conclude poi la nota – e non è presente alcun riferimento alle emissioni diffuse e fuggitive che pure hanno un peso rilevante nell’inquinamento prodotto dallo stabilimento siderurgico”.

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