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ILVA, DI MAIO INVIA RICHIESTA PARERE SULLA GARA ALL’AVVOCATURA DELLO STATO

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Ilva. Il ministro al Lavoro e allo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha inviato all’Avvocatura generale dello Stato una lettera con la richiesta di parere in merito a possibili anomalie relative alla procedura di gara per il trasferimento a terzi dei complessi industriali del gruppo Ilva, in amministrazione straordinaria.
Annunciato dopo l’ultimo tavolo tra Arcelor Mittal e Sindacati, il parere, è stato richiesto in riferimento al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 5 giugno 2017 di autorizzazione alla aggiudicazione della procedura di trasferimento dei complessi aziendali ed al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 giugno 2017 e di ogni altro atto consequenziale inerente la procedura di gara in oggetto.

Dopo l’incontro al Mise infatti, Di Maio aveva fatto presente a Mittal che il piano occupazionale prospettato non era quello che si aspetta il Governo, invitando la multinazionale a superare quanto concordato con l’ex ministro Carlo Calenda, ovvero 10mila assunti da Ilva da parte di Am Investco, perchè tale offerta non copre tutto il personale Ilva e rischia di determinare circa 4000 esuberi.

La lettera, ripercorre le criticità evidenziate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Tre i punti principali.

In primis, viene evidenziato che l’aver allungato di sei anni l’arco di realizzazione del piano ambientale avrebbe potuto determinare una presenza maggiore di imprese in competizione aumentando la concorrenza e la qualità dell’offerta.

Nel secondo invece, viene chiamato in causa il Milleproroghe del 2016 e il fatto che non abbia fatto venire meno per ArcelorMittal, in sede di presentazione dell’offerta vincolante, il pieno rispetto del parere reso dal Ministero dell’Ambiente sugli interventi da mettere in atto per Ilva.

Infine, il terzo punto s’interroga sul fatto che non si sia dato luogo a fasi di rilancio durante l’asta che avrebbero potuto generare offerte migliorative sia dal punto vista economico, che ambientale e occupazionale.

A questi punti però, si aggiungono altre interrogazioni all’Avvocatura, come il fatto che siano stati trasferiti con la procedura, impianti sotto sequestro oppure ancora le ipotesi di conflitto d’interessi.

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