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A Taranto, presso l’ex Ilva, formazione professionale in azienda per 20 studenti di quinta dell’istituto Pacinotti-Fermi.

A Taranto, all’interno della sede dell’ex Ilva, venti studenti di quinta dell’istituto Pacinotti-Fermi saranno ospitati per un percorso di formazione professionale che durerà tre settimane, per un totale di 72 ore. C’è l’accordo tra Lucia Morselli, ad di Acciaierie d’Italia, e il preside, Vito Giuseppe Leopardi.

Le lezioni, tra teoria e pratica, verteranno su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sul ciclo di produzione dell’acciaio e sui sistemi aziendali complessi. L’obiettivo è quello di “offrire agli studenti un periodo di formazione professionale in azienda che favorisca l’integrazione con il mondo del lavoro acquisendo competenze pratiche“.

La notizia dell’accordo, a Taranto, ha suscitato qualche perplessità (per usare un eufemismo). L’associazione Genitori tarantini ha commentato così: “Se non fosse drammaticamente assurdo, ci sarebbe da ridere sui corsi dedicati a salute e sicurezza in un’azienda che è stato luogo di incidenti mortali, che cade a pezzi, che ha la produzione al minimo e che rappresenta ancora un rischio inaccettabile per la salute di lavoratori e cittadini“.

Per 72 ore, ciascun studente si aggirerà in quello che l’ad Lucia Morselli ha definito recentemente lo stabilimento più moderno e sicuro d’Europa, che per noi resta lo squallido esempio di come la produzione possa prendere il sopravvento su salute e ambiente“, spiegano i Genitori tarantini.

L’associazione poi aggiunge: “Per noi è inaccettabile che i giovani della nostra provincia debbano frequentare un’azienda inquinante che non offre la sicurezza personale, come più volte accertato dalle indagini sui vari incidenti avvenuti in questi anni dentro l’acciaieria. Chiediamo ai genitori dei ragazzi di tutelarli e di affiancarli nella scelta di un futuro diverso da quello imposto dalla collusione del Governo con l’azienda“.

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