Editoriali del Direttore

Il grande teatro della politica inutile

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E’ bello vedere che in Italia nessuno si prende veramente sul serio. Sarebbe un dramma se questo accadesse. Stiamo assistendo all’epoca più comica della nostra storia. Solo descrivere gli eventi accaduti in questo mese di gennaio 2020 ci dovrebbe far riflettere.

La campagna elettorale a cui abbiamo dovuto assistere in Calabria e in Emilia Romagna è stato il cinepanettone che mancava. Vedere un capo politico, poco prima Ministro dell’interno, citofonare ad un presunto spacciatore straniero tutto ad onor di telecamere e poi vedere la stampa nazionale costretta, per lo share, ad intervistare il ragazzo creando l’evento mediatico è triste.

Il fondo d’investimento più importante del mondo per tutelarsi punta alla sostenibilità

Ora, immaginate di prendere un padre costituente come Pietro Calamandrei andare in TV, cosa direbbe? Voglio riportare una sua frase celebre “Se si vuole che prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola a lungo andare è più importante del Parlamento e della Magistratura e della Corte costituzionale”. Parole che mettono i brividi ascoltarle oggi (sapendo che l’ex Ministro Fioramonti si è dimesso proprio perché gli è stato negato un miliardo in più per la scuola.)

Questo per dire che fra le righe stiamo diventando un paese ignorante, che non investe sulla scuola e che si diverte con queste trovate pubblicitarie. Si perché anche quello share tanto ambito dai giornalisti è dovuto dal fatto che i telespettatori lo apprezzano. Lo vogliono. Gli piace. Ai telespettatori piace crogiolarsi in pettegolezzi per passare il tempo invece di lavorare per il progresso, la libertà e la vita.

Ambiente, “Noi continueremo il nostro lavoro”, Stefano Zago, direttore responsabile TeleAmbiente

Il tempo, quel prezioso strumento che permette l’esistenza, viene sprecato a dover essere inondati di informazioni inutili. Sicuramente in passato il fenomeno non sarà stato totalmente assente ma ora ha preso il sopravvento e ci ritroviamo politici che non fanno politica ma teatro di bassa qualità.

Stiamo, ormai da anni, combattendo con finanziarie praticamente nulle. Più dell’80% serve solo a scongiurare aumenti d’IVA e il restante a fronteggiare le emergenze e qualche spicciolo agli investimenti per il futuro.

Informazione alla deriva? No a “pesce-pene”

Dobbiamo riprendere un percorso che ci riporti verso una giusta comprensione degli eventi e forse riprendere a fare la vera politica fuori dalle istituzioni ormai ricattate dalla finanza e incapaci di slegarsi da un’Europa ingessata.

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