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IL WHISTLEBLOWING DIVENTA LEGGE. TUTELE AI DIPENDENTI CHE DENUNCIANO ILLECITI

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Roma. E’ stata approvata ieri alla Camera la legge sul whistleblowing. Il provvedimento tutela il dipendente che segnala attività illecite di amministrazione pubblica e aziende private, integrando le normative a protezione dei lavoratori del settore pubblico con quelle per il settore privato.

La votazione ha visto 375 sì, 46 no e 15 astenuti. Tra i favorevoli, Pd, M5S, Fratelli d’Italia e Lega Nord. Tra i contrari, Forza Italia. Prima firmataria della legge è Francesca Businarolo del 5 stelle, che ha commentato la nuova legge ieri ai microfoni di Teleambiente.

Il termine inglese whistleblowing, letteralmente “soffiando nel fischietto”, si riferisce ai dipendenti che denunciando le irregolarità nascoste sul posto di lavoro, finiscono per subire le conseguenze della soffiata. D’ora in avanti l’impiegato che denuncia illeciti sarà coperto da anonimato e non potrà subire ritorsioni, a patto che alla denuncia siano allegate siano prove solide.

Occorre non confondere questa forma di tutela con un incentivo alla delazione. Per evitare false segnalazioni, è stata pensata una norma che funga da deterrente, facendo cadere l’anonimato in caso di eventuale processo d’appello.

La legge è stata richiesta in Italia dall’Anac, Autorità nazionale anticorruzione, sul modello di quella statunitense in vigore già da 30 anni. Abbiamo deciso di depositare una legge per l’Italia, dopo aver studiato quella nata negli USA, convincendo le forze politiche dell’importanza della lotta alla corruzione” ha dichiarato la deputata Businarolo. E proprio ieri, è arrivato l’esito positivo.

Simbolo del percorso verso l’approvazione della norma è Andrea Franzoso, che ha denunciato gli illeciti di Ferrovie Nord, raccontando le spese dell’azienda nel suo libro “Il disobbediente”.

La nuova legge nasce da una proposta arrivata in Parlamento da Riparte il futuro, organizzazione non-profit contro la corruzione. Una campagna che ha raccolto oltre 66 mila firme dei cittadini. “Riparte il futuro è riuscita a esercitare una forte pressione sul Parlamento che, dopo più di 600 giorni di stallo, ha visto una rapida votazione prima al Senato e ora alla Camera, – ha dichiarato il portavoce Federico Anghelé – è un bel giorno per il nostro Paese

La presidente della Camera Laura Boldrini ha accolto bene la nuova legge, definendo “molto positivo che la legge nasca anche dalle sollecitazioni di voci della società civile, da campagne di cittadinanza attiva che hanno trovato nelle Camere un ascolto attento”.

Soddisfatto anche il presidente dell’Anac, autorità nazionale anrticorruzione, Raffaele Cantone: “Il Parlamento ha dimostrato che quando in ballo ci sono valori irrinunciabili – come la lotta alla corruzione – si può trovare un’ampia convergenza tra le varie forze politiche, come conferma la grande maggioranza che ha approvato il provvedimento”.

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