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Il settore aereo si arrende alla difficile decarbonizzazione: emissioni giù solo del 5% entro il 2030

Il settore aereo si arrende alla difficile decarbonizzazione emissioni giù solo del 5% entro il 2030

L’ICAO si è data come obiettivo intermedio il taglio del 5% delle emissioni dei voli aerei entro il 2030. Ma si tratta del settore più inquinante per il trasporto delle persone

L’ICAO, l’Organizzazione internazionale per l’aviazione civile, per giungere alla neutralità carbonica entro il 2050 ha deciso di darsi un target intermedio di diminuzione del 5% delle emissioni entro il 2030. Un obiettivo che non solo non è vincolante ma che rappresenta anche un’inezia rispetto a quanto il settore dovrebbe fare. E questa è una pessima notizia per tutti.

Perché per abbattere le emissioni di carbonio che generano i cambiamenti climatici ognuno deve fare la sua parte. Ma senza un impegno netto da parte dei settori maggiormente responsabili di tali emissioni non si va da nessuna parte. E il settore aereo rientra nel novero dei maggiori inquinatori.

Decarbonizzazione del settore aereo, obiettivi poco ambiziosi

Secondo i dati dell’International Council on Clean Transportation, a livello mondiale il trasporto aereo contribuisce per il 2,4% delle emissioni di CO2. Secondo altre fonti si arriva al 3%. E l’aumento vertiginoso del numero dei voli fa pensare che questa percentuale possa presto aumentare. Secondo i calcoli di Climate Action Tracker, i gas serra degli aerei potrebbero triplicare entro metà secolo.

Il 3% potrebbe sembrare poca cosa ma non lo è se si pensa che per raggiungere gli obiettivi di Parigi – cioè l’impegno a non far aumentare la temperatura globale oltre 1,5 gradi centigradi rispetto al periodo pre-industriale – calcolatrice alla mano, quella percentuale è troppo elevata.

Per questo motivo dal 20 al 24 novembre scorsi si è tenuto un vertice dell’ICAO in cui si è deciso l’impegno a diminuire le emissioni del 5% entro la fine del decennio.

Le difficoltà del settore aereo per la decarbonizzazione

Poca roba, dicevamo. Eppure qui non si tratta (o quanto meno non solo) di mancanza di volontà quanto di una difficoltà oggettiva alla decarbonizzazione del settore.

Il trasporto aereo è considerato tra i settori hard to abate, ovvero quelli in cui il processo di elettrificazione è più difficile da attuare. In altre parole, mentre per le auto e per gli altri mezzi che viaggiano su strada è possibile pensare all’elettrificazione totale del parco veicolare, lo stesso non si può fare con gli aerei.

Qui le soluzioni sono altre: in primis i SAF (Sustainable Aviation Fuels), carburanti sostenibili alternativi per l’aviazione; a cui si aggiungono gli LCAF, (Lower Carbon Aviation Fuels) cioè i carburanti a basso contenuto di carbonio. 

In entrambi i casi questi carburanti vengono miscelati al gasolio perché gli aerei, con le attuali tecnologie a nostra disposizione, non possono viaggiare utilizzando solo SAF e LCAF. Soluzioni tampone, insomma.

In attesa di un miglioramento tecnologico nel settore, ciò che possiamo fare noi è  scegliere – quando possibile – un altro mezzo di trasporto anche se il viaggio risulta più lungo.

Questo perché un volo aereo produce 285 grammi di CO2 per ogni passeggero. Sette volte di più di un viaggio in auto.