Territorio

Il Ministro Fioramonti: “Fuori i crocifissi dalle scuole”

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Per il Ministro dell’ Istruzione Fioramonti il crocifisso “non ha luogo di esistere in una scuola laica, che permette a tutte le culture di esprimersi”. Dure le risposte delle opposizioni e della Chiesa.

Le dichiarazioni del ministro M5s dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti contro il crocifisso in classe riaprono il dibattito su una controversia non ancora risolta in Italia.

E’ una questione divisiva, che può attendere”, ha detto a Rai Radio 1 il neotitolare del dicastero della Scuola nella puntata del 30 settembre.Io credo in una scuola laica, ritengo che le scuole debbano essere laiche e permettere a tutte le culture di esprimersi. Non esporrei un simbolo in particolare, ed eviterei l’accozzaglia, altrimenti diventa un mercato. La foto di Mattarella nelle aule? No, neanche il presidente la vorrebbe. Meglio appendere alla parete una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione

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Contro le parole di Fioramonti si sono schierate le destre, da Forza Italia alla Lega al Carroccio, ma pure il senatore renziano di Italia viva Davide Faraone. “Lascia stare merendine, crocifisso, foto di Mattarella, giustificazioni”, ha scritto su Twitter il parlamentare ex Pd. “E pensa a fare il ministro. Ripristiniamo L’Unità di Missione sull’edilizia scolastica?”.

Una linea che Faraone condivide con la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Dopo Toninelli, ora è il ministro Fioramonti a regalarci ogni giorno una perla di saggezza”, ha dichiarato. “Io invece vedo bene il crocifisso in aula, e la cartina del mondo con richiami alla Costituzione negli uffici del M5s, così imparano dove sta Matera e cosa dice l’art. 1 della Costituzione (la sovranità appartiene al popolo)”.

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Tra le prime a contestare il ministro della Scuola era stata ieri la presidente dei deputati Forza Italia Maria Stella Gelmini: “Il crocifisso non è un elemento di arredo”, aveva detto, “ma la testimonianza delle radici del nostro Paese. La sua presenza sulle pareti delle aule scolastiche, contrariamente a quel che pensa il ministro Fioramonti, non impedisce di esprimersi agli studenti di altre culture e religioni, ma sta lì a ricordare che la laicità che il ministro liberamente rivendica è conseguenza diretta proprio delle radici cristiane dell’Italia e dell’Europa”.

Togliere il crocifisso dalle aule delle nostre scuole darebbe solo manforte a Salvini. L’ex ministro dell’Interno, partendo da qui, farebbe una battaglia contro il governo che, oltre ad aumentare le tasse, lede anche la sensibilità di buona parte degli italiani“.  Così Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, voce della Chiesa italiana.

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Quella di Fioramonti non mi sembra una proposta molto popolare. E non credo che l’istruzione possa migliorare togliendo il crocifisso. Per la gente è un simbolo importante“. L’arcivescovo ricorda la sentenza del 2006 del Consiglio di Stato per la quale il crocifisso deve restare in aula. E spiega che per il Consiglio di Stato, “il crocifisso non è soltanto un simbolo religioso ma anche un simbolo della cultura italiana, un valore di una sofferenza portata per amore e che non può creare fastidio a nessuno”.

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