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Snam lancia ‘The Hydrogen Challenge’, il futuro è a idrogeno

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Idrogeno. Raddoppia la sfida di Snam sull’idrogeno.

Dopo l’avvio ad aprile della sperimentazione di una miscela di idrogeno al 5% e gas naturale nella rete di trasmissione servendo due aziende della zona di Contursi Terme (Salerno), entro fine anno sarà introdotto nella rete di trasmissione del gas naturale un mix di idrogeno al 10%” sempre in Campania.

 

A dare l’annuncio, l’amministratore delegato del gruppo energetico, Marco Alvera’, durante il suo interento al “The Hydrogen Challenge”, l’evento organizzato da Snam e dedicato alle potenzialità dell’idrogeno come vettore di energia pulita in un contesto di crescente importanza dei fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) per le aziende. 

L’idrogeno, evidenzia uno studio Snam-McKinsey, può arrivare a coprire entro il 2050 quasi un quarto (il 23%) della domanda nazionale di energia a fronte di una decarbonizzazione al 95%, livello necessario per centrate l’obiettivo di contenimento del riscaldamento globale entro un grado e mezzo.

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Una chiara linea di continuità tra il Vertice sul Clima di New York e la ‘sfida dell’idrogeno’ è quella delineata dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha ribadito l’esplicita volontà del Governo di impegnarsi nella lotta ai cambiamenti climatici e nella protezione dell’ambiente e della biodiversità.

“Quando il Governo afferma di voler riorientare il comportamento del settore pubblico e del privato per promuovere un uso sostenibile delle risorse naturali, intende rilanciare quel ‘patto con le imprese’, con tutto il mondo industriale e produttivo, su cui il nuovo esecutivo ha avuto gia’ riscontri positivi in queste prime settimane di lavoro” – ha detto il premier Giuseppe Conte, parlando ad un convegno sull’idrogeno organizzato da Snam e ricordando che il ‘New green deal‘ e’ un punto qualificante del programma di governo.

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“Le principali scelte energetiche che saranno compiute nel prossimo anno, a livello europeo, saranno essenzialmente orientate allo sviluppo delle fonti rinnovabili, con un’attenzione particolare all’idrogeno, che – finalmente – torna ad essere centrale per una prospettiva reale di integrale decarbonizzazione al 2050. In questa prospettiva – ha osservato Conte – dobbiamo avviare in Italia un’azione concreta e rapida per realizzare con l’idrogeno gli stessi risultati che abbiamo ottenuto con l’eolico, in questo modo recuperando il divario che ci separa da alcuni paesi del Nord Europa, che già sono passati – in questo settore – dalla sperimentazione all’attuazione”.

 “L’Italia – ha spiegato ancora il premier – ha le riserve umane e le competenze tecnologiche per vincere, in tempi brevi, questa sfida. Da qui al 2030 potremo generare un circolo virtuoso in termini di costi e benefici, a tutto vantaggio della qualità della vita dei cittadini, come peraltro dimostrato nei vari studi e approfondimenti che proprio Snam ha curato. Tutta la filiera industriale italiana – dalla grande alla piccola impresa – è chiamata a questo impegno corale, tanto più utile e urgente in quei settori dell’industria pesante più difficilmente convertibili”.

“L’idrogeno è l’elemento più abbondante nell’universo – ha sottolineato poi – lo troviamo in natura e lo possiamo produrre, trasportare ed utilizzare come riserva, impiegare per il bilanciamento delle reti dell’energia, senza emissioni di sostanze suscettibili di alterare il clima. Partiamo dunque da queste basi: l’energia del futuro è abbondante e può favorire la collaborazione sia mettendo in connessione diversi settori sia favorendo programmi di sviluppo integrati che coinvolgano anche regioni geografiche a noi vicine e già collegate come il Nord Africa”.

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“Utilizziamo dunque – ha concluso il premier – ciò in cui sovrabbondiamo come opportunità “ad impatto zero” di crescita circolare, sulla quale investire risorse, sforzi e idee di Governi, finanza, industria e ricerca. Il ruolo dell’idrogeno e il suo sviluppo come vettore di energia innovativa, pulita ed efficiente, d’altra parte, sono stati riconosciuti anche grazie all’efficace rapporto commissionato dal Governo Giapponese all’Agenzia internazionale per l’energia rinnovabile, di cui credo vi parlerà il direttore Birol nel recente Vertice G20 di Osaka, a cui ho partecipato lo scorso giugno. Da questo punto di vista, crediamo fortemente che l’approccio di Sistema sia quello vincente”.

Nel corso della giornata, Snam ha firmato due accordi sui temi dell’energia sostenibile e dell’innovazione.

  • Il primo è un memorandum of understanding con l’Autorità per l’Innovazione di Israele mirato a favorire la collaborazione tra Snam e aziende israeliane, in particolare start-up, nelle tecnologie innovative al servizio della green economy.
  • Il secondo è un accordo quadro Snam-Cnr finalizzato a progettualità e analisi comuni per lo sviluppo dell’idrogeno e in generale dei gas rinnovabili e della modalità sostenibile.

La collaborazione, in particolare, prevede l’avvio di un tavolo di lavoro congiunto per valutare studi di compatibilità di quantità crescenti di idrogeno nelle infrastrutture gas e nella mobilità, analisi di processi di cattura, trasporto e stoccaggio dell’anidride carbonica, studi di nuove tecnologie nel settore del biometano e in generale del low-carbon gas.

 

 

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