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L’IDROGENO E’ LA CHIAVE PER UN FUTURO A BASSE EMISSIONI

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Idrogeno. Presentata in Senato una proposta di legge popolare, promossa dalla Fondazione H2U, per sostenere lo sviluppo delle tecnologie basate su idrogeno ottenuto da fonti rinnovabili.

La produzione di energia da fonti rinnovabili è oggi la migliore soluzione per produrre elettricità in modo “pulito”.

Il testo elaborato dalla Fondazione H2U The Hydrogen University, ha il patrocinio dell’Anci e prevede un finanziamento di 100 milioni di euro per il Piano nazionale idrogeno che punta a utilizzare i picchi di elettricità resi disponibili dalla progressiva crescita delle fonti rinnovabili.

“In Italia è ormai necessaria, anzi indispensabile, una legge quadro sulla questione della transizione energetica – dichiara Nicola Conenna, Presidente della Fondazione H2U The Hydrogen University – il vettore idrogeno rinnovabile sarà una componente fondamentale della Transizione, come energy storage delle energie rinnovabili, utilizzando l’elettricità in surplus delle fonti di energia rinnovabile discontinua; in questo caso le emissioni sono veramente zero e i costi sono sostenibili. Il nostro obiettivo è mettere in atto una vera e propria democrazia energetica, per avviare la quale metteremo in campo nel Paese una vasta campagna di informazione e di coinvolgimento delle principali componenti della società civile”.

“È tempo che la Politica inizi ad occuparsi seriamente – aggiunge Maurizio Buccarella, Vice presidente del Gruppo Misto del Senato – con la necessaria priorità, delle tematiche della transizione energetica e dell’adozione di pratiche virtuose per affrontare i cambiamenti climatici planetari”.

“L’iniziativa di partecipazione democratica promossa con la proposta di legge popolare – conclude Buccarella – va nella giusta direzione e confido possa contribuire ad inserire nell’agenda dei governi le soluzioni per garantire un futuro per noi tutti, in accordo con le leggi naturali e con un’idea di Sviluppo sostenibile”.

Le rinnovabili rappresentano circa un quarto della produzione globale di energia elettrica, 167 GW nel 2017, più dell’intera capacità elettrica del Brasile.

Secondo i rilievi di Irena, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili però, in alcuni settori come i trasporti e l’industria questo fenomeno è in ritardo.

La chiave per una svolta in questo senso potrebbe essere affidata all’idrogeno prodotto tramite rinnovabili, in grado di fatto, di superare con successo questa sfida e ridurre le emissioni dell’uso finale.

Secondo uno studio per l’Hydrogen Council, entro il 2030 si stima un potenziale giro di affari di circa 2,5 miliardi di dollari con 10-15 milioni di automobili e circa 500.000 camion e la creazione di 30 milioni di posti di lavoro entro il 2050. Inoltre, impiegato su larga scala, l’idrogeno potrà coprire circa un quinto dei consumi energetici entro il 2050, con una riduzione di circa 6 gigatoni delle emissioni annuali di CO2 rispetto ai livelli attuali, contribuendo quindi per un 20% all’abbattimento delle emissioni serra, necessario a limitare il riscaldamento globale del Pianeta.

L’elemento tecnologico base per l’utilizzo del vettore energetico idrogeno, la fuel cell (cella a combustibile), che è in grado di ossidare l’idrogeno a bassa temperatura e produrre corrente elettrica on demand, è ormai agli inizi della fase commerciale e industriale. Si tratta di una tecnologia straordinaria in grado di produrre 100 kw in un apparato delle dimensioni di un computer portatile e a emissioni zero. Queste tecnologie, di origine spaziale, diventeranno competitive nell’arco dei prossimi cinque anni, con costi che scendono, in assenza di incentivi, di circa il 20% all’anno.

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