ICHNUSA, ECONOMIA CIRCOLARE E GRANDI AZIENDE

Ichnusa. Il birrificio sardo Ichnusa, grazie al progetto “ Ichnusa per la Sardegna”, questo Natale ha bloccato la propria azienda e con il contributo di Legambiente, Cagliari Calcio e la pluripremiata innovatrice Daniela Ducat,  ha ripulito dai rifiuti il quartiere Sant’Elia nel capoluogo Sardo.

L’obiettivo prioritario è quello di contribuire alla salvaguardia della natura e delle bellezze dell’isola. Ci stanno provando già da qualche tempo e con un discreto successo. In questi anni Ichnusa ha ridotto i consumi idrici ed elettrici della fabbrica rispettivamente del 20% e del 30%, per poi dedicarsi alla reintroduzione sul mercato del vuoto a rendere, un’azione capace di ridurre gli sprechi e, al tempo stesso, aumentare l’occupazione.

All’ingresso del birrificio di Assemini, un contatore segna il numero dei giorni senza infortuni per i lavoratori interni ed esterni. “Le persone sono al centro del nostro concetto di sostenibilità”, dichiara il direttore dello stabilimento Matteo Borocci, romano di nascita ma da un anno a questa parte con il cuore sardo. E la sostenibilità non interessa solo le risorse umane, ma anche l’ambiente, nella sua accezione più classica.

Questo Natale l’azienda prosegue sulla rotta tracciata, bloccando la produzione del birrificio e coinvolgendo i propri dipendenti in un progetto di responsabilità sociale, il quale insieme a Legambiente, Cagliari Calcio, e la pluripremiata innovatrice Daniela Ducato, ha ripulito dai rifiuti il quartiere di Sant’Elia, nel capoluogo Sardo.

Una giornata di lavoro che ha permesso la raccolta di quasi 90 sacchi di indifferenziata, 30 di plastica, 15 di vetro e 10 di alluminio. Del club calcistico erano presenti non solo il Direttore Generale Mario Passetti e i giocatori Leonardo Pavoletti e Charalampos Lykogiannis, ma anche “vecchie glorie” come Tomasini, Brugnera, Copparoni e Gattelli.

Sant’Elia ospita lo stadio della squadra, si affaccia sul mare ed è sempre stata una delle zona periferiche della città tra le più socialmente in difficoltà. Ultimamente è stata oggetto di importanti investimenti e piani di riqualificazione che ne stanno cambiando il volto. Tuttavia, per quanto fondamentali, le infrastrutture da sole non bastano. Si sente l’esigenza di progetti di coesione all’interno della comunità che vive il quartiere, azioni che necessariamente passano anche tramite iniziative come queste. Pratiche a prima vista semplici, ma che in realtà rappresentano un importante stimolo per una partecipazione orientata alla tutela del bene comune, sia per i propri dipendenti che per i territori in cui si opera.

 

 

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