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Ibiza, la stagione estiva rischia di saltare; perdite a miliardi per il turismo

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I locali di Ibiza stanno cancellando tutti gli eventi previsti per la stagione estiva: le perdite saranno enormi per un’isola che vive grazie al turismo.

L’isola di Ibiza accoglie più di tre milioni di visitatori durante la stagione estiva. Circa il 75% degli abitanti dell’isola vive di turismo, diretto e indiretto: ci sono hotel, bar, ristoranti, negozi, taxi e altre imprese che dipendono dal successo dei famosi club estivi. Ma ora la stagione estiva è a rischio a causa del coronavirus. I locali più famosi come Hï Ibiza, Ushuaïa, Amnesia e Eden hanno cancellato tutti gli eventi per maggio, il Pacha ha tenuto un evento virtuale con la promessa #seeyousoon, accompagnato dalla scritta “Dopo questo momento difficile, il Pacha e Ibiza saranno ancora più belli” mentre DC-10 ha cancellato il proprio party di apertura.

 

 

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After this moment’s respite, Pacha and Ibiza will look even more beautiful 📸 @ibizaspotlight #pacha2020 #seeyousoon #Ibiza2020

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Alcuni sperano ancora che la stagione sia possibile; una campagna chiamata Move Your Spring ha chiesto ai turisti di spostare di qualche mese le proprie vacanze, per poter prolungare la stagione fino a novembre. Ma al momento è difficile. Il Primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato i piani per quella che sarà “la nuova normalità”, pianificando la riapertura delle imprese in un periodo di otto settimane. Ma il piano si bassa sul rispettare le distanze sociali e non sull’andare nei locali. Pete Tong, DJ di Radio 1, non perde una stagione estiva a Ibiza dal 1991: “Lavoro dietro le quinte al Pacha e più o meno tutti hanno accettato che questa volta non ci sarà una stagione estiva”. Secondo Tong i locali potrebbero riaprire con una capacità ridotta e con solo i Dj locali a suonare: “Sicuramente tutti i locali più grandi sono giunti a questa conclusione, mentre in pochi sperano in un miracolo”. “La maggioranza dei turisti ad Ibiza sono inglesi, tedeschi e olandesi della classe media, che è stata duramente colpita dalla crisi e sono scettici sul viaggiare all’estero in questo periodo” ha spiegato Ed Karney di Grade Management.

Oltre alle imprese locali, molti lavoratori dell’isola sono freelance che vivono per il resto dell’anno con i soldi guadagnati durante il periodo estivo. Il governo spagnolo ha offerto sostegno alle persone, erogando prestiti a basso interesse fino a 900 euro per coprire l’affitto oltre a un divieto di sfratto per sei mesi. Ma durante l’inverno molti imprenditori mettono in pausa le loro aziende in modo da non dover pagare le tasse di sicurezza sociale mentre non lavorano e questo non permette alle imprese di rientrare nei requisiti richiesti dal governo. “C’è un lato di Ibiza che le persone non vedono, dove tutti sono in difficoltà. E’ difficile vivere sull’isola, soprattutto in inverno” ha raccontato Rakhee, chef che vive a Ibiza da 6 anni. Un concierge di VIP ha sottolineato la fragilità dello stile di vita dell’isola: “Chi fa questo lavoro è in difficoltà. Uno dei miei amici ha un gruppo del Kazakistan che solitamente viene e spende 300.000 euro in una settimana. Quel lavoro lo copre per tutto l’anno. Queste persone non possono venire ora. Molti di noi guadagnano solo in estate per poi spendere tutti i soldi in inverno e tornare l’estate successiva. Siamo in una brutta posizione“.

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Leah Timmins, direttore della Decadance Agency, ha 38 ballerini che teme saranno i primi a perdere il posto di lavoro perché dovrà tagliare i costi: “E’ spaventoso perché gli affitti sono esorbitanti. Senza quei cinque mesi di lavoro non puoi pagare l’affitto per tutto l’anno. Gli aiuti del governo non coprono neanche un mese di affitto”. Phil Mandelbaum, proprietario di Octan, è sicuro che i grandi club possano sopravvivere, perché la maggior parte dei locali è di proprietà dei propri gestori quindi non è necessario pagare l’affitto: “Il problema riguarda tutte le piccole imprese che sopravvivono grazie ai locali. Ci sono 15 bar in una sola strada, posti che aprono solo d’estate ma che sono affollati perché la gente si ferma a bere un drink prima di andare ad un locale. I bar e i piccoli negozi fanno parte dell’identità di Ibiza ma temo che molti spariranno”.

 

Le persone si stanno dando supporto l’un l’altra: oltre alle organizzazioni di beneficienza, un evento streaming chiamato Ibiza Needs Ibiza Beats ha raccolto 9,000 euro per la Croce Rossa. Lo staff del DC-10 ha donato fondi, mascheri e guanti agli ospedali dell’isola e si sta prendendo cura degli anziani. “La nostra missione è far ritornare Ibiza” ha spiegato Nicola “Nick Love” Benedetti, manager e direttore di DC-10 “Non si tratta solo del DC-10, di un ristorante o di un locale, la nostra priorità è lavorare tutti insieme per salvare l’isola”. Una serata in uno di questi locali è in grado di lanciare una carriera di un DJ e il successo fatto a Ibiza ti permette di fare tour per anni. Luke Neville, proprietario dell’etichetta Listen Up, lavora ogni anno per produrre quelli che saranno i “tormentoni estivi”, che vengono prodotti mesi prima del loro lancio: “Abbiamo tutte queste canzoni pronte ma non sappiamo cosa fare con queste. Le rimandiamo al prossimo anno? Sono fantastiche ma l’unico modo per sentirle potrebbe essere negli eventi streaming. La buona musica è sempre buona musica ma c’è un qualcosa di magico nel sentire una canzone e dire ‘questa l’ho sentita a Ibiza lo scorso anno”. Con il livestreaming in continua evoluzione stanno nascendo nuovi modelli economici, e le compagnie come Side Door, StageIt e Looped stanno aiutando gli artisti a monetizzare con lo streaming anche se le entrate non sono paragonabili.

 

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José Woldring, a capo di MediaNanny, agenzia di PR olandese che conta fra i suoi clienti star come David Guetta e Martin Garrix e locali come l’Ushuaia ha lavorato recentemente con Guetta per un livestream che ha ottenuto 12 milioni di visualizzazioni e 700,000 dollari da donare in beneficienza: “L’Ushuaia sta prendendo in considerazione ogni possibile scenario. Stanno pensando di tenere eventi virtuali con gli artisti che hanno. Se chiudi e non posti nulla sui social è controproducente”. IMS, la conferenza che annuncia l’inizio della stagione estiva, è prevista per la fine di maggio. “Ibiza ha vissuto molte crisi nella sua storia. Le persone se ne sono andate, pensando tutto fosse finito. Ma si rialzerà, anche dopo la pandemia, per dimostrare che sarà sempre l’isola magica”.

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