Attualità

Haiti, oltre 1.300 morti per il terremoto. Ed ora è allerta per la tempesta Grace

Condividi

Haiti senza pace: mentre si tenta di fare un bilancio, ancora provvisorio, delle vittime del terremoto, ora è allerta per l’arrivo della tempesta Grace. Sono oltre 1.300 i morti dopo lo sciame sismico culminato con una scossa di magnitudo 7.2, ma all’appello mancano ancora centinaia di dispersi.

Haiti senza pace. Nello Stato insulare non c’è stato neanche il tempo di fare la conta dei danni e delle vittime per il devastante sciame sismico, culminato con una scossa di terremoto di magnitudo 7.2, ancora più potente di quella che devastò il paese nel 2010. Proprio in queste ore, c’è molta paura per la tempesta Grace, che ha raggiunto le coste di Haiti. La speranza è che la tempesta tropicale possa aver perso potenza, essendo già stata declassata a depressione dal Centro nazionale degli uragani (Nhc) della Florida.

 

Attualmente Grace sta transitando su Porto Rico, dove si registrano piogge battenti nella regione occidentale del Paese. Il suo passaggio sulle province settentrionali di Haiti, indica l’ultimo bollettino del Nhc, avverrà oggi a fine giornata. La tempesta è accompagnata da venti fino a 55 km/h e da forti piogge che in determinate circostanze potranno provocare straripamento di fiumi, inondazioni e smottamento di terreno.

Siberia, scatta l’allarme: è l’incendio più grande al mondo. Greenpeace: “Equivale a tutti quelli del resto della Terra”

Prosegue intanto la conta delle vittime e di salvare i dispersi, che sono ancora diverse centinaia. I morti sono almeno 1.300, i feriti più di cinquemila. Tutto questo ad oltre 48 ore di distanza dalla scossa più forte che ha devastato Haiti.

(Visited 28 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago