HAAZIQ KAZI, CHI E’ IL DODICENNE CHE HA PROGETTATO UNA NAVE PER RIPULIRE GLI OCEANI DALLA PLASTICA

Plastica. Il suo nome è Haaziq Kazi, è indiano, ha dodici anni e un grande sogno.

Vedere realizzato il suo disegno.

Nonostante la sua giovane età, Haaziq ha progettato una nave, chiamata Ervis, che servirà a raccogliere la plastica che oggi intasa tutti gli oceani del mondo e salvare la vita di milioni di animali.

Si tratta di una “super barca” che grazie ad un sistema di dischi, pompe idrauliche e filtri, risucchia – come dice lui – “tutta la plastica degli oceani”.

La super barca – racconta Haaziq – “dovrà essere lunga 40 metri, larga 12 e alta 25, con un peso di 600 tonnellate. Sarà inoltre dotata di un sistema per separare i rifiuti plastici dagli altri e il suo dispositivo potrà essere replicato anche in altre barche o piattaforme, per poter operare anche sui fiumi”.

L’idea gli è venuta circa tre anni fa mentre guardava in televisione un documentario della Nation Geographic sui danni causati dagli otto milioni di tonnellate di plastica che ogni anno finiscono in mare.

Immagini che gli hanno fatto venir voglia di trovare una soluzione per cambiare le cose.

“I detriti di plastica – ripete continuamente Haaziq – uccidono milioni di animali, dai pesci agli uccelli. Dobbiamo intervenire, fare qualcosa”.

Quello di Haaziq, è un disegno molto particolareggiato. E’ infatti ricco di tutti i dettagli necessari alla realizzazione della super barca: dai filtri posizionati intorno allo scafo fino alle stanze per raccogliere e separare i rifiuti.

Dettagli che hanno impressionato anche i progettisti esperti che oggi si stanno interrogando sulla fattibilità della nave.

Nonostante sia ancora solo un progetto, il disegno della super nave sta acquisendo un immenso valore.

Oltre ad aiutare centinaia di altri bambini a comprendere il problema dell’inquinamento da plastica, sta sensibilizzando anche gli adulti, chiamandoli a un impegno maggiore nel corretto riciclo dei rifiuti.

Haaziq viene infatti invitato a parlare a convegni, incontri, oppure negli studi televisivi, dove oltre a ricordare che bisogna “agire al più presto“, fornisce puntualmente risposte piene di dati scientifici, senza mai dimenticare il suo appello: “Ho visto immagini terrificanti e strazianti e video di animali che muoiono perché hanno ingerito la plastica. Non voglio che succeda più. Aiutatemi a costruire la mia barca“.

 

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