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Coronavirus, il lavoro di guida turistica: “Serve un decreto specifico, si ripartirà solo nel 2021”

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Con l’emergenza coronavirus sono tante le persone che hanno perso il loro lavoro e che stanno vivendo un momento drammatico. Tra le più colpite ci sono le guide turistiche e l’intero comparto del turismo. “Le cancellazioni sono state veramente un’ecatombe. Quest’anno non è partito per nulla. Chiediamo un decreto specifico per il comparto del turismo”, l’appello della guida Isabella Ruggiero. 

Le guide turistiche portano avanti un’ opera di promozione e divulgazione della ricchezza nazionale fondamentale ed oggi sono tra le categorie più penalizzate dall’epidemia. Isabella Ruggiero lavora da 20 anni come guida a Roma, ha 57 anni ed è la presidente nazionale AGTA (Associazione Guide Turistiche Abilitate).

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Cosa è successo al vostro settore con la diffusione del coronavirus?

Quest’anno diciamo che non è partito per nulla. Il nostro lavoro è stagionale. Di base noi lavoriamo circa 8 mesi all’anno, si inizia in genere a Pasqua fino alla fine di ottobre e venivamo anche dalla bassa stagione. Non tutte le guide sono a partita IVA perché questo è una professione che cambia molto a seconda di dove si vive. Diciamo che però nelle aree come Toscana, Venezia, la Campania, Roma e Lazio ci sono migliaia di guide a partita IVA, che lavora e si mantiene con quello, come per esempio la sottoscritta che appunto lavora e vive di questo”.

Dall’inizio dell’emergenza quante cancellazioni hai avuto di tour e visite guidate?

Le cancellazioni sono state veramente un’ecatombe. Da fine febbraio, io personalmente e con me tutte le colleghe che lavorano a Roma, c’è stato l’80% delle cancellazioni per tutto marzo e aprile ma ormai ne stiamo ricevendo anche per settembre. Il problema del nostro lavoro è che i viaggi non sono una cosa necessaria. Mentre poi ci saranno attività in cui finito questo momento di emergenza riapriranno, i viaggi, le vacanze risentiranno in maniera terribile per molti mesi ancora di questo e credo che si potrà ripartire soltanto nel 2021. Noi vediamo che i paesi intorno risentono dell’epidemia con circa alcune settimane o un mese di ritardo e quindi non potranno viaggiare ancora per molto tempo.

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In seguito alle misure del decreto Cura Italia cosa c’è per il turismo e per chi lavora nel tuo settore?

In realtà di specifico per noi nel Cura Italia non c’è nulla. Vale anche per noi l’indennità dei €600 per il mese di marzo, il congelamento dei mutui per 9 mesi e la posticipazione dei pagamenti dei tributi e così via al 31 maggio. Ma per chi come noi non lavora adesso e non lavorerà per vari mesi la posticipazione dei pagamenti al 31 maggio è inutile.

Ritieni che il vostro ruolo non sia stato adeguatamente considerato? Andavano fatte delle distinzioni?

Assolutamente sì. Ci rendiamo conto che questo è stato un provvedimento di emergenza però chiediamo che venga assolutamente varato un decreto specifico per il comparto del turismo che comunque ha delle criticità particolari rispetto ad altri, e non solo per noi guide. Noi facciamo parte di un intero comparto che è in crisi terribile e che comprende le agenzie turistiche, le linee aeree, gli accompagnatori turistici, gli alberghi. Ci sono tantissime persone in cui entrambi i coniugi vivono nel turismo e  in questo momento sono assolutamente senza introiti per mesi. Vivere nel turismo non significa sempre guadagnare, questa è una leggenda che le persone dall’esterno pensano ma non è così.

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A fine febbraio al Mibact il ministro Franceschini ha incontrato le categorie. Cosa si è detto riguardo a come si sarebbe affrontato questa situazione?

C’ero anche io a quell’incontro. Avevamo detto che era importante che tutto il comparto del turismo fosse considerato zona rossa e avevamo fatto presente che si necessitava di misure che coprissero un arco di tempo molto lungo. Sapevamo già che il turismo avrebbe risentito di un periodo molto più lungo rispetto alla fine dell’emergenza sanitaria.

Cosa chiede la vostra categoria?

La richiesta è quella di ascoltarci intanto e appena sarà possibile essere ricevuti, poi un’ indennità economica per tutti i mesi in cui saremo senza lavoro e il congelamento dei pagamenti per tutto il 2020. Personalmente io sono separata, quindi mi mantengo da sola. In questo caso non c’è neanche la possibilità di dirsi faccio un altro lavoro,  bene o male a volte si è sempre pronti a dire mi riscopro ma intorno a noi è veramente una tragedia totale sul lavoro. Appena finito il momento di emergenza è importante mettere in atto una strategia da mettere per rilanciare l’immagine dell’Italia all’estero. Ci sarà da lavorare tantissimo per ripromuovere l’idea del viaggiare e su questo devo dire che noi guide stiamo facendo tanto nel nostro piccolo. Sul web molte promuovono la città e i propri siti, c’è comunque una grande voglia di fare e spero che questo in qualche modo ci porti tutti quanti ad avere una mentalità più propositiva, più attiva e più solidale.

Foto di Grégory ROOSE da Pixabay
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