Un apposito studio si propone di rivoluzionare l’aviazione. I danni dell’inquinamento acustico.

I gufi, animali misteriosi e unici. Con le loro ali seghettate, a differenza di altri uccelli, riescono a volare in maniera decisamente silenziosa. Ed è proprio questa caratteristica che è diventato l’oggetto di uno studio di alcuni ricercatori cinesi, pubblicato su Physics of Fluids. L’obiettivo? Quello di stabilire, oltre a un modello teorico, la possibilità, all’atto pratico, di creare aerei meno rumorosi.

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Sono proprio le ali, insieme ai motori, i componenti più rumorosi degli aerei, a causa del flusso d’aria che scorre dalla parte anteriore a quella posteriore, disperdendosi. La riduzione dell’inquinamento acustico è l’obiettivo finale di questo studio, condiviso da tanti altri fisici e ingegneri. I due ricercatori cinesi, Lei Wang e Xiaomin Liu, hanno quindi pensato di ispirarsi alla biomimetica per risolvere il problema.

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Rispetto agli uccelli più simili a loro, i gufi grazie alle loro particolari ali producono 18 decibel in meno quando sono in volo. Da qui, la particolare intuizione: rendere seghettate anche le ali degli aerei, aggiungendo una dentellatura. Il percorso però non è semplice: le pieghe asimmetriche e più irregolari attutiscono meglio il rumore rispetto a quelle simmetriche. Molto dipenderà quindi dalle caratteristiche del mezzo, ma per i ricercatori i possibili sviluppi sono promettenti.

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Solo nel nostro continente, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), sono circa 113 milioni i cittadini europei esposti a lungo termine all’inquinamento acustico. Di questi, almeno quattro milioni sono soggetti a livelli elevati di rumore provocato dagli aerei. Un rischio per la salute, considerando che l’esposizione duratura al rumore ambientale causa, solo in Europa, 48mila casi di cardiopatie ischemiche. Senza contare i danni per l’ambiente e per la biodiversità.

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