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Emergenza grano in Italia, la guerra potrebbe bloccare le forniture di materie prime alimentari

Coldiretti: “A causa della guerra in Ucraina, stop a quasi un terzo del grano mondiale”

Questa mattina sul mercato internazionale si è visto un aumento dei prezzi delle materie prime alimentari. È una delle conseguenze dell’invasione russa in Ucraina che – insieme al caro-bollette – interessa maggiormente l’economia italiana.

Secondo Coldiretti, “a far volare i prezzi del grano e degli altri prodotti agricoli è la sospensione a causa della guerra delle spedizioni commerciali dai porti sul mar Nero dell’Ucraina, che insieme alla Russia rappresenta quasi 1/3 del commercio mondiale di grano (29%), ma anche il 19% delle forniture globali di mais per l’allevamento animale e ben l’80% delle esportazioni di olio di girasole”.

E così questa mattina si è assistito a un +8,7% per le quotazioni del grano, +5% per il mais e +3,9% per la soia.

“Una situazione che – sottolinea Coldiretti – nei Paesi più sviluppati sta alimentando l’inflazione ma a rischio c’è la stabilità politica di quelli più poveri con i prezzi del grano che si collocano sugli stessi livelli raggiunti negli anni delle drammatiche rivolte del pane che hanno coinvolto molti Paesi a partire dal nord Africa come Tunisia, Algeria ed Egitto che è il maggior importatore mondiale di grano e dipende soprattutto da Russia e Ucraina”.

Emergenza grano, cosa rischia l’Italia?

L’emergenza grano, secondo Coldiretti, riguarda direttamente e duramente l’Italia che “è un Paese deficitario ed importa addirittura il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame”.

L’Ucraina è il secondo fornitore di mais dell’Italia, con una quota di poco superiore al 20%. Nei primi undici mesi del 2021 sono state 600.000 le tonnellate di mais importate in Italia.

“La guerra – ha spiegato Ettore Prandini, presidente di Coldirettista innescando un nuovo cortocircuito sul settore agricolo nazionale che ha già sperimentato i guasti della volatilità dei listini in un Paese come l’Italia che è fortemente deficitaria in alcuni settori ed ha bisogno di un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dal grano al mais fino all’atteso piano proteine nazionale per l’alimentazione degli animali in allevamento per recuperare competitività rispetto ai concorrenti stranieri”.

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