“Ma bisogna spingere sulle rinnovabili. L’unico limite è la burocrazia”, ha spiegato il premier

Per rispondere alla crisi energetica scaturita dalle tensioni internazionali e dall’invasione russa in Ucraina potrebbe diventare necessario riaprire le centrali elettriche a carbone. Lo ha detto poco fa il premier Mario Draghi nell’informativa alla Camera sulla situazione in Ucraina.

“Potrebbe essere necessaria la riapertura delle centrali a carbone, per colmare eventuali mancanze nell’immediato”, sono state le parole del presidente del consiglio Mario Draghi che ha dedicato la parte finale della sua informativa alla questione energetica.

Draghi: “Pronti a intervenire contro i  rincari energetici”

“Il Governo è pronto a intervenire per calmierare ulteriormente il prezzo dell’energia, ove questo fosse necessario. Ed è necessario”, ha aggiunto il premier.

“Il Governo – ha detto il presidente del consiglio a Montecitorio – intende poi lavorare per incrementare i flussi da gasdotti non a pieno carico, come il Tap dall’Azerbaijan, il TransMed dall’Algeria e dalla Tunisia, il GreenStream dalla Libia”. 

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Draghi: “Bisogna guardare alle rinnovabili”

Le vicende di questi giorni “dimostrano l’imprudenza di non aver diversificato maggiormente le nostre fonti di energia e i nostri fornitori negli ultimi decenni”, ha detto il premier aggiungendo che nel lungo periodo bisognerà lavorare verso un maggiore sviluppo delle fonti rinnovabili. “Anche, direi soprattutto, con una maggiore semplificazione delle procedure per l’installazione degli impianti”, ha detto Draghi.

Il premier ha poi sottolineato che “gli ostacoli a una maggiore speditezza su questo percorso non sono tecnici, non sono tecnologici. Ma sono solo burocratici”.

Draghi: “Gas essenziale come fonte di transizione. Produrlo in Italia”

Durante l’informativa alla Camera Draghi ha ripetuto un concetto che ha ricordato diverse volte: “Il gas rimane una fonte essenziale di transizione. Dobbiamo rafforzare il corridoio sud, migliorare la nostra capacità di rigassificazione, aumentare la produzione nazionale a scapito delle importazioni. Perché il gas prodotto nel proprio Paese è più gestibile ed è meno caro”. 

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