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Groenlandia, vittoria per il partito ambientalista! Stop allo sfruttamento minerario del monte Kuannersuit

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Vittoria per i verdi in Groenlandia. Successo schiacciante per il partito Inuit contrario allo sfruttamento dei giacimenti di uranio e terre rare. Nell’isola vivono poco più di 50.000 persone ma le riserve minerarie e la posizione strategica fanno gola a più potenze.

I risultati delle elezioni che hanno portato alle urne i 56.000 abitanti del territorio autonomo della Groenlandia vedono trionfare il partito Inuit Ataqatigiit (IA), forza di sinistra, indipendentista e ambientalista, con il 37% dei voti, condannando alla sconfitta per la seconda volta nella sua storia dopo la breve parentesi all’opposizione nel 2009-2013 il partito social-democratico, Siumut, che ha ottenuto il 29% del sostegno popolare.

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Il leader 34enne Mute Egede ha già annunciato che inizierà subito i colloqui con le altre formazioni. “La gente ha parlato“, ha scritto in un post su Facebook. “La vostra fiducia ci da’ una grande responsabilità che ci sforzeremo di soddisfare“, ha aggiunto. 

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A riconoscere come la questione dei giacimenti sia stata “una delle ragioni principali” della propria sconfitta decisiva è stato anche Erik Jensen, alla guida del partito Siumut, staccato con il 29 per cento dei consensi. Il voto della Groenlandia, che ha uno status di autonomia su diverse materie, escluse la difesa e gli esteri, era osservato con attenzione a livello internazionale. Nell’isola vivono poco più di 50.000 persone ma le riserve minerarie e la posizione strategica fanno gola a più potenze. Nel 2019 il presidente americano Donald Trump si era anche detto desideroso di acquistarla, suscitando proteste danesi e groenlandesi.

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