Dall’Italia all’Oceania evitando i voli aerei, il viaggio a basse emissioni di un ricercatore italiano

Gianluca Grimalda è uno scienziato italiano dell’Università di Kiel in viaggio verso la Papua Nuova Guinea per un progetto di ricerca. Nella video-intervista a TeleAmbiente ha spiegato che per abbattere il più possibile l’impronta di carbonio del suo viaggio eviterà voli aerei spostandosi in treno e bus per 25mila chilometri

Dall’Italia alla Papua Nuova Guinea evitando il più possibile gli aerei perché troppo impattanti sull’ambiente. È quanto ha deciso di fare Gianluca Grimalda, ricercatore in psicologia sociale dell’Università tedesca di Kiel che si sta recando nel Paese oceanico per una ricerca sul modo in cui le popolazioni locali si stanno adattando alle conseguenze del cambiamento climatico.

Un viaggio di 25mila chilometri che durerà un mese tra spostamenti e soste a cui però Grimalda non è nuovo.

“Ho iniziato a fare viaggi lenti di questo tipo nel 2011 – ha spiegato Gianluca Grimalda in una video-intervista a TeleAmbiente -. Il primo viaggio è stato dalla Spagna fino a Pechino prendendo treni tra cui la Transiberiana”. 

“Il motivo fondamentale della mia scelta è di abbattere le mie emissioni”, spiega il ricercatore. E di anidride carbonica con un viaggio così se ne risparmia parecchia.

“Utilizzando mezzi disponibili sul web ho calcolato che riuscendo a fare tutto il viaggio senza prendere aerei si emettono 400 chili di anidride carbonica. Che comunque è tanto ma sono meno di un decimo delle 4 tonnellate di CO2 che si emettono viaggiando in aereo”, ha spiegato Grimalda.

Nel viaggio di andata lo scienziato sarà costretto, per ragioni tempistiche, a prendere due voli in due brevi tratte. Ma il ritorno intende farlo completamente via terra. Lo farà mostrando i suoi spostamenti sui social con l’obiettivo di far passare un messaggio.

“Cerco di suggerire dei comportamenti che, è vero, possono sembrare folli ma io penso, come diceva Re Lear nella tragedia di Shakespeare, che in un tempo in cui  continuare con la normalità è la vera follia perché ci porta al disastro ambientale, fare gesti folli è la cosa normale da fare”. 

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