Chi è Greta Thunberg? La storia della giovane attivista svedese

Greta Thunberg è svedese, ha quindici anni e salta la scuola ogni venerdì mattina per protestare contro il cambiamento climatico di fronte al Parlamento svedese.  Fridays For Future è il movimento nato dall’impegno della giovane attivista, arrivato anche in Italia. Venerdì 19 aprile sarà in Piazza del Popolo, Roma, a manifestare con i ragazzi di Fridays For Future Roma

Greta Thunberg a Roma il 19 aprile con i ragazzi di Fridays For Future

Greta Thunberg, la giovane attivista svedese,  è riuscita a smuovere le coscienze  di giovani e noi per chiedere ai leader mondiali azioni concrete contro il cambiamento climatico. E’ stata nominata ‘donna dell’anno’ nel suo Paese ed indicata per il Premio Nobel per la Pace da un gruppo di deputati socialisti norvegesi.
Centinaia di migliaia di ragazzi del movimento Friday For Future hanno aderito allo sciopero globale per il clima, il Global Strike for Future.

Venerdì 15 marzo è stata una storica giornata di mobilitazione per il clima che in Italia ha visto coinvolte oltre 200 città:  almeno 6000 gli studenti a Roma, a Milano 30mila, 10mila a Firenze e a Torino, migliaia anche a Bologna, Bari.

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 Da mesi sotto i riflettori, c’è anche chi la contesta . Ha cominciato la ex cantante Rita Pavone, che l’aveva attaccata con un tweet  “Quella bimba con le treccine che lotta per il cambio climatico, non so perché ma mi mette a disagio. Sembra un personaggio da film horror…”. Poi c’è stata l’opinionista Maria Giovanna Maglie, che in un’intervista al programma radiofonico “Un giorno da pecora” ha dichiarato: “Adesso non si può più dire male di Greta perché mi hanno detto che ha la sindrome di Asperger, cioè è malata di autismo, allora a quel punto il politically correct e anche il buon senso mi vietano di dire quello che avrei detto se fosse stata sana: che l’avrei messa sotto con la macchina”. E la Iena Nadia Toffa, condividendo un pezzo de Il Foglio, ha twittato: “Ho letto questo articolo e sono d’accordo. Usano i bambini per non fare nulla. Che vergogna”.

L’attivista è anche stata attaccata per una foto del 22 gennaio scorso, quando, per partecipare al World Economic Forum di Davos, ha raggiunto la Svizzera in treno. L’immagine, pubblicata dalla ragazza sul suo account Instagram, mostra il momento del pranzo: sul tavolino del vagone c’erano due banane, del pan carré in un sacchetto di plastica, un barattolo di insalata e due bottiglie in metallo. Il commento degli utenti: “La tipica ambientalista nord europea mangia cibo fuori stagione come le banane, usa plastica”.

Ma l’ondata verde che si è scatenata con l’impegno attivo della giovane svedese sembrerebbe rispondere da solo alle critiche mosse nei suoi confronti.

Greta ha risposto con un post pubblicato su Facebook:  “Recentemente ho sentito circolare molte voci su di me e un’enorme quantità di odio. Non mi sorprende. So che, dal momento che molte persone non sono consapevoli del vero significato della crisi climatica (è comprensibile, dal momento che non è mai stata considerata una crisi) uno sciopero scolastico per il clima può sembrare molto strano. Quindi lasciatemi chiarire qualcosa sul mio sciopero scolastico”.

Ogni venerdì mattina, dal 20 agosto scorso, Greta Thunberg si reca di fronte al Riksdag, il parlamento svedese con un cartello in mano: Skolstrejk för klimatet, Sciopero scolastico per il clima.  La giovane attivista, affetta dalla sindrome di Asperger,  all’inizio era da sola, poi supportata solamente dai suoi genitori.  Greta ha continuato la sua protesta sui social network  coniando lo slogan #fridaysforfuture e lanciando la sua protesta su scala globale.

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La protesta è diventata virale al punto da essere invitata a intervenire durante la Cop24, la Conferenza Mondiale sul Clima svoltasi dal 3 al 14 dicembre 2018 a Katowice, in Polonia.

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E’ stata nominata donna dell’anno in Svezia in base a un sondaggio condotto su un campione di mille persone dall’istituto Inzio per il quotidiano Aftonbladet. Greta a 16 anni è stata la più citata davanti alla leader dei cristiano-democratici Ebba Busch e alla principessa Victoria.

“La nostra civiltà e la biosfera stanno per essere sacrificate per continuare a garantire a un piccolissimo numero di persone di accumulare enormi quantità di denaro e vivere nel lusso – spiega Greta – Nel 2078 festeggerò il mio settantacinquesimo compleanno. Se avrò dei bambini probabilmente un giorno mi faranno domande su di voi. Forse mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi”.  Parole che esprimono la rabbia di chi  vede minacciato il proprio futuro.

In diversi paesi d’Europa i venerdì di protesta vedono l’adesione di un numero sempre più alto di persone. Ora Fridays For Future è arrivato anche in Italia. I primi sit-in si sono svolti lo scorso dicembre a Milano, di fronte a Palazzo Marino, sede del Comune. Dopo Milano, si sono attivati gruppi a Pisa, Torino, Roma, Brescia, Genova, Taranto, Bari, Napoli, Como, Udine, Brescia, Treviso, Vicenza, Venezia, Padova, Parma, Modena, Bologna, Firenze, Catania, Varese.

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La speranza di Greta e di tutti gli attivisti di FFF è che, di fronte a una diffusione così virale della protesta, i governi occidentali,  i maggiori responsabili dell’emergenza clima, si convincano che, se non le danno la priorità che merita, nel giro di pochi decenni non sarà più possibile tornare indietro.

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In Italia attualmente esistono due pagine ufficiali: «Fridays for Future Italy» e «Fridays for Future Italia». La prima pagina esiste da più tempo, inizio gennaio, proprio quando il movimento cominciava a prendere piede in Italia ed erano poche decine gli attivisti che venerdì scioperavano per il clima. Adesso è gestita principalmente da Luca Polidori, un ragazzo italiano che vive a Bruxelles.  La seconda invece è stata creata il 14 marzo, il giorno prima dello sciopero globale per il futuro, ed è gestita da alcuni esponenti del movimento che dicono di far parte del Comitato di coordinamento nazionale. Il lancio della seconda pagina Facebook «Fridays for Future Italia» è stato accompagnato, infatti, da un comunicato stampa che denunciava un hackeraggio e l’estromissione degli amministratori della pagine Facebook e Instagram del movimento.

Dopo il successo del 15 marzo, gli studenti di Fridays for future stanno organizzando un altro sciopero mondiale per il futuro che si terrà il 24 maggio.  Nonostante le affollatissime proteste dei giovani in tutta Europa, il tema del riscaldamento climatico in agenda del Consiglio dei Capi di Stato e di governo dell’Ue del 22 marzo è passato in secondo piano.

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