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Greta Thunberg contro il Consiglio europeo: “Alcune belle parole e qualche vago obiettivo climatico”

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“Finché continuiamo a fare il loro gioco, alle loro condizioni, questo è tutto quello che otterremo: le briciole degli avanzi“. L’attivista svedese Greta Thunberg non è affatto contenta di come si è concluso il Consiglio europeo di Bruxelles. 

 “Come atteso, il Consiglio europeo è finito con alcune belle parole, qualche vago, distacco e incompleto obiettivo climatico, impossibile da tracciare e la completa negazione dell’emergenza climatica“. Il commento su Twitter dell’attivista per l’ambiente, Greta Thunberg dopo quanto stabilito dal Consiglio Europeo per i fondi post Covid.

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Finché continuiamo a fare il loro gioco, alle loro condizioni, questo è tutto quello che otterremo: le briciole degli avanzi. “Possiamo avere tutti gli incontri che volete – continua la giovane attivista in un altro tweet – finché la crisi climatica non verrà trattata come una crisi, non vedremo le azioni di cui abbiamo bisogno“.

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La giovane attivista vuole portare l’attenzione sul fatto che la crisi climatica non viene trattata come tale e non è un’urgenza. L’invito è quello a firmare unlettera aperta di Greta Thunberg al Consiglio Europeo dove viene sottolineato come, nonostante l’emergenza Covid-19, nel mondo siano troppi i leader che non hanno agito e non sono intervenuti per fronteggiare l’emergenza climatica, non da meno, che continua ad avanzare drammaticamente.

L’appello chiede, “con effetto immediato”, di “cessare gli investimenti nell’esplorazione e nell’estrazione di combustibili fossili, di cedere tutti i sussidi a questi combustibili e di abbandonare completamente e immediatamente i combustibili fossili“. Per gli autori, la crisi sul Covid-19 e la mobilitazione che ha provocato in tutto il mondo ,mostrano “che la crisi climatica non è mai stata trattata come una crisi, dai politici, dai media, dal mondo degli affari o della finanza”.

Tra gli oltre 3mila primi firmatari di 50 Paesi, diversi rinomati scienziati climatici, come Hans Joachim Schnellnhuber, e i professori Kevin Anderson e Michael Mannm, ma anche l`ong Greenpeace e l’ex ministro francese Nicolas Hulot figurano nell’elenco.

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