AttualitàClima

Greenpeace contro Trump: “Ha indebolito il NEPA sotto le pressioni della British Petroleum”

Condividi

Secondo una lettera pubblicata da Greenpeace, la British Petroleum ha fatto pressioni sulla Casa Bianca per la revisione della legislazione ambientale.

Secondo Greenpeace la British Petroleum(BP) è riuscita a fare pressioni sull’amministrazione Trump per indebolire la legislazione in materia ambientale, rendendo più facile portare avanti progetti petroliferi senza il bisogno di considerare l’ impatto sul clima. In una lettera pubblicata da Unearthed, l’unità d’investigazione di Greenpeace, si legge che la British Petroleum abbia iniziato a fare pressioni sulla Casa Bianca per una riforma già dall’agosto del 2018.

USA, Trump vuole cambiare la regolamentazione ambientale “complessa e intricata”

Grazie agli sforzi di lobbying di British Petroleum, Trump ha annunciato dei cambiamenti sul NEPA, il National Environmental Policy Act. La nuova riforma mira a restringere gli ambiti d’intervento del NEPA, permettendo la costruzione di oleodotti, strade e altre infrastrutture senza passare per una revisione ambientale federale. BP e API, l’American Petroleum Institute, hanno fatto pressioni sul presidente per una riforma che riducesse drasticamente il numero di progetti sui combustibili fossili che finiscono sotto la revisione del NEPA e grazie alla nuova riforma, le agenzie federali non dovranno considerare “gli impatti cumulativi” di un progetto, tra i quali quello sul clima.

 

Questo rende più semplice l’approvazione di un progetto sui combustibili fossili e allo stesso tempo più difficile portare in tribunale quei progetti di infrastrutture che sono associati ad alti livelli di emissioni. In una lettera rivolta al Council on Environmental Quality, l’organismo che si occupa di coordinare gli sforzi ambientali negli Stati Uniti, BP ha sostenuto la proposta di API di modernizzare il processo di revisione e approvazione di nuovi progetti infrastrutturali, sostenendo che questi cambiamenti “avrebbero portato benefit diretti alle operazioni di BP negli Stati Uniti“.

USA, un ulteriore mandato di Trump sarebbe devastante per l’ambiente

Le compagnie petrolifere hanno subito danni nel corso degli anni a causa dei ritardi sui progetti come il controverso oleodotto Keystone XL. Con  i cambiamenti richiesti da BP e dal presidente, le emissioni prodotte dai progetti non dovranno essere considerate nei rischi; a esempio, se una compagnia dovesse estrarre petrolio in un nuovo terreno, le emissioni risultanti dalla combustione di questo petrolio non verrebbero considerate nell’impatto ambientale.

 

Mel Evans di Greenpeace ha commentato: “BP sa che il suo atteggiamento è una delle cause dell’ emergenza climatica ma farà tutto il possibile per evitare l’esame degli attivisti e delle agenzie. L’industria del petrolio insiste nell’avere il diritto di dettare come il mondo debba combattere l’emergenza climatica e in che tempi debba avvenire. Ma questo mostra in realtà che quello che BP e le altre industrie del settore stanno facendo è boicottare le vere azioni per ridurre le emissioni e contrastare i cambiamenti climatici.

Davos, Greta Thunberg contro Trump: ” Sul clima non è cambiato niente”

Un portavoce di BP ha spiegato che le dichiarazione della compagnia sul NEPA sono state “fraintese” da Greenpeace: “Né Bp né Api hanno fatto pressione per escludere l’impatto indiretto delle emissioni dall’analisi del NEPA. Infatti BP crede che le analisi del NEPA debbano includere tutti gli impatti diretti e indiretti. La compagnia continuerà a chiedere cambiamenti nei processi di regolamentazione ma solo per rimanere in linea con gli obiettivi prefissati dagli accordi di Parigi”.

(Visited 26 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago