A un anno dalle prossime elezioni in Brasile, la Ong ambientalista pubblica una nota in cui attacca pesantemente l’operato del presidente brasiliano Jair Bolsonaro: “Ci ha fatto tornare indietro di 30 anni”. 

Il mandato presidenziale di Jair Bolsonaro, eletto 38esimo presidente del Brasile ed entrato in carica nel gennaio del 2019, non è ancora terminato. Ma dopo tre anni di presidenza (e a un anno dalle future elezioni), la versione brasiliana della Ong Greenpeace entra a gamba tesa e attacca: “Bolsonaro per quanto riguarda l’ambiente è stato il peggior presidente degli ultimi 30 anni di storia del Paese”. 

L’attacco arriva tramite una nota pubblicata sul sito internet dell’associazione ambientalista che scrive: “Il governo Bolsonaro non si è ancora concluso ma è bastato per indebolire le agenzie di protezione ambientale e accumulare record di distruzioni in Amazzonia”.  

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L’accusa di Greenpeace a Bolsonaro: “Siamo tornati indietro di 30 anni”

“In tre anni – è l’accusa di Greenpeace Brazilil governo Bolsonaro è riuscito a farci tornare indietro di trent’anni sui progressi in campo ambientale”.

Il riferimento è al 1992, quando il Brasile ospitò la prima conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente, la Eco-92, che fu una pietra miliare mondiale per la creazione di politiche e normative in materia.

L’associazione brasiliana ricorda che già dall’inizio del suo mandato, il presidente Bolsonaro ha agito per smantellare diversi organismi ambientali sostituendo in posizioni chiave dipendenti con conoscenza tecnica con militari e contadini inesperti.

Questa sorte, secondo Greenpeace, sarebbe toccata al Ministero dell’Ambiente brasiliano, all’Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale, all’Istituto Brasiliano per l’Ambiente e per le Risorse naturali rinnovabili e l’Istituto Chico Mendes per la conservazione della biodiversità. 

Le conseguenze, secondo l’ong, sarebbero sotto gli occhi di tutti: “Il paese ha stabilito un record di deforestazione in Amazzonia, registrando nel 2021 l’equivalente di quasi nove volte il comune di San Paolo, il tasso più alto della regione in quindici anni”. 

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