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Green pass, Valeria Graziussi (Codacons): “Discriminatorio verso i non vaccinati, il governo fornisca tamponi gratuiti”

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Il ‘Green pass’ rischia di creare disparità di trattamento tra i cittadini dei vari Paesi membri della Ue, ma anche tra gli stessi cittadini italiani. Lo denuncia il Codacons e TeleAmbiente ne ha parlato con l’avvocato Valeria Graziussi, consulente presso la sede legale nazionale dell’associazione.

Avvocato Graziussi, perché secondo il Codacons si viene a creare questa disparità di trattamento?
Per ottenere il pass vaccinale servono tre condizioni: essere guariti dal Covid, aver ricevuto una o due dosi di vaccino, oppure sottoporsi 48 ore prima ad un tampone. Nelle prime due ipotesi, l’ottenimento del ‘Green pass’ è gratuito, a differenza del tampone, che è a pagamento e varia dai 22 euro per i rapidi fino ai 70-100 per quelli molecolari. I cittadini che non si sottopongono alla vaccinazione, in questo modo, dovranno pagare questa ‘tassa’. Faccio un esempio: una famiglia di quattro persone, con due bambini piccoli, per partire dovrà pagare 44 euro. Un ulteriore balzello per le famiglie italiane, che tra l’altro diverge con quanto accade in altri Stati europei, come la Danimarca, dove il tampone è gratuito. Questa disparità di trattamento ci sembra evidente e grave, ricordando che la vaccinazione non è obbligatoria”.

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Cosa propone il Codacons al governo? Una riforma completa del ‘Green pass’ o un ulteriore calmieramento del prezzo dei tamponi?
Abbiamo chiesto di modificare il carico economico sul cittadino per la libertà di spostamento, che è un diritto costituzionale. Chiediamo uniformità legislativa rispetto agli altri Stati europei e che i tamponi siano gratuiti per tutti i cittadini. Non è possibile che la libertà di spostamento ai non vaccinati possa essere garantita per appena due giorni, al costo di almeno 22 euro. Una cosa del genere non è possibile, a meno che non ci sia un altro scopo che non vogliamo neanche immaginare”.

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