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Per attuare il Green New Deal servono 260 miliardi di euro all’anno di investimenti

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Green New Deal. “Facciamo il punto: le novità in materia di rinnovabili ed efficienza energetica”.

È questo il titolo del convegno organizzato a Milano dallo studio legale internazionale Dla Piper, con l’obiettivo di discutere insieme il panorama delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, nonché delle opportunità e sfide che presenta agli operatori industriali e finanziari.

La giornata di lavori ha ospitato tre tavoli tematici: “Rinnovabili tra incentivi e grid party”, “Efficienza energetica e autoconsumo: opportunità del mercato e strutture finanziarie” e “Revamping e Repowering: iter autorizzativi a confronto”.

Per attuare il Green New Deal – si evidenzia durante il convegno – servono 260 miliardi di euro all’anno di investimenti.

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Secondo gli esperti, “siamo alle porte di una rivoluzione epocale che riguarderà da vicino la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, che si propongono come motori del Green New Deal.

L’Unione europea ha imposto agli Stati Membri il raggiungimento, in poco meno di 10 anni, di obiettivi sempre più ambiziosi per la decarbonizzazione, intervenendo anche sulle modalità di attuazione dei suddetti target.

L’Italia, nel rispetto dei termini indicati a livello europeo, ha già presentato il testo definitivo del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) da cui emerge che gli obiettivi possono essere raggiunti con diversi strumenti regolamentari ed economici, in parte già in vigore.

I tavoli di lavoro hanno anche affrontato il tema delle prime graduatorie con l’assegnazione delle tariffe incentivanti per la produzione di energia da FER ai sensi del Decreto Ministeriale FER1.

Gli organizzatori, evidenziano che c’è “un grande fermento tra gli operatori anche sul versante grid party e dei contratti a lungo termine (PPA) e grande attesa per la definizione dei PPA c.d. garantiti previsti dal DM 4 luglio 2019 e attualmente oggetto di consultazione da parte del GME.

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La regolamentazione non potrà che sostenere e promuovere nuove forme di autoconsumo ed efficienza energetica su cui il PNIEC fa affidamento per il raggiungimento degli obiettivi.

“Sono in atto le discussioni per definire il quadro di norme – ha dichiarato Francesco Novelli, Senior Partner Dla Piper – che ci auguriamo sia il più possibile certo e immodificabile, per recepire le Direttive europee del ‘pacchetto energia pulita’: nel frattempo, però, sappiamo già che la Commissione proporrà la prima ‘legge per il clima’ europea per raggiungere quanto dichiarato, ovvero l’impatto climatico zero nel 2050”.

“Gli interventi che si sono susseguiti in questo convegno, la competenza e l’esperienza dei relatori, l’interazione partecipe e intelligente degli operatori e degli istituti di credito – ha aggiunto Novelli – ci consentono di intuire nuove opportunità nelle scelte degli investimenti e delle soluzioni per la salvaguardia del parco energetico e lo sviluppo di nuove iniziative.”

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In tale panorama, sono tre i filoni di intervento sui quali l’Italia dovrà puntare per raggiungere i target europei, secondo quanto emerso:

  • Mirare agli incentivi e alla grid parity per la quale i PPA e i piani di sviluppo della capacità della rete pubblica giocheranno un ruolo fondamentale nel processo di incremento della produzione di energia da fonte rinnovabile rispetto ai consumi nazionali. L’aumento della pressione sulle società corporate affinché abbiano migliori credenziali “verdi” e la fine degli incentivi governativi, ha visto il numero di progetti di energia rinnovabile esenti da sussidi (PPA) aumentare di oltre il 1000% dal 2013 (survey DLA Piper, su dati Inspiratia). Il numero di PPA in Europa è aumentato da appena quattro nel 2013 a oltre 45 nel 2019 (luglio 2019).

 

  • L’autoconsumo: pur mancando ancora una disciplina organica e completa in grado di far decollare l’autoconsumo, esistono già studi e coraggiose normative regionali (come quella piemontese) su come realizzare le comunità energetiche e l’autoconsumo nei condomini.

 

  • Puntare al revamping e al repowering degli impianti eolici e fotovoltaici, interventi per i quali alcune coraggiose regioni hanno già adottato semplificazioni procedurali rilevanti, ma che necessiterebbe di un quadro nazionale di semplificazione definito per il contemperamento delle esigenze paesaggistiche e per il superamento degli ostacoli burocratici che fino ad ora hanno allungato enormemente e irragionevolmente i tempi di rilascio delle autorizzazioni e persino di mere proroghe e varianti non sostanziali.
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