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Green Economy, boom di green jobs. Ecco quali sono e dove trovarli

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Green economy. Sono 3 milioni e 100 mila i green job in Italia.

Nel 2018 gli occupati che lavorano nel campo della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica sono il 13,4% del totale.

“Un’accelerazione verso il green del sistema imprenditoriale” – sottolineano Unioncamere e Fondazione Symbola, nel decimo rapporto GreenItaly – tanto da prevedere che nei prossimi anni un’opportunità di lavoro su cinque proverrà dall’economia circolare e sostenibile.

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Sono 432 mila, il 31.2% del totale, le imprese con dipendenti che negli ultimi cinque anni hanno investito in prodotti e tecnologie per:

  • ridurre l’impatto ambientale
  • risparmiare energia
  • contenere le emissioni di CO2

Tra queste, quasi 300 mila, hanno realizzato (o programmato) eco-investimenti nell’ultimo anno.

“La generazione Greta ha bisogno di risposte più che di carezze. Molto sta cambiando anche se troppo lentamente. Quando 10 anni fa pubblicavamo il primo GreenItaly – ha detto il presidente di Symbola, Ermete Realacci – nel mondo c’erano 25 GW di fotovoltaico installato: oggi i GW sono diventati 660. La tecnologia ha compiuto enormi progressi”.

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“I dati parlano chiaro. Una impresa su tre ha imboccato la strada della sostenibilità, 90mila in più dello scorso anno. E questa scelta si traduce in una maggiore produttività e competitività e in più capacità di innovazione e di export” – ha affermato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, sottolineando che “a questa accelerazione stanno contribuendo molto anche le imprese dei giovani under 35, che, nella metà dei casi, hanno puntato sulla green economy”.

“La svolta verso la sostenibilità e l’ambiente – ha aggiunto – è in pieno svolgimento e l’Italia è in anticipo rispetto alle altre economie europee”.

Secondo il Rapporto, l’industria nazionale batte Francia e Germania sia per input energetici utilizzati per unità di prodotto sia per riduzione dei rifiuti ed è superiore a Berlino anche per il contenimento delle emissioni di C02.

Per Realacci “già oggi l’Italia è la superpotenza europea nell’economia circolare” e questo modello produttivo “offre al nostro Paese la possibilità di avere un rilevante ruolo internazionale”.

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“La domanda da porci è che cosa manca perché la tendenza dell’economia verde diventi un dato strutturale” – ha commentato il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, indicando tre punti:

  • una normativa di accompagnamento e indirizzo delle politiche economiche come il green new deal
  • l’uso della leva fiscale
  • investimenti pubblici nelle infrastrutture di supporto

La Lombardia è la regione che concentra il maggior numero di contratti di green jobs 2019, con più di 137 mila contatti, corrispondenti al 26,3% del totale nazionale.

Segue in classifica l’Emilia-Romagna con 64 mila contratti (11,8% del totale Italia) e quindi il Lazio (51 mila contratti – il 9,8%).

Al quarto posto si colloca il Veneto con circa 46 mila contratti (l’8,8%), seguito da Piemonte (39 mila contratti – 7,5%).

Al sud, la prima regione è la Campania che occupa il sesto posto ed in cui si superano i 38 mila contratti green (7,3%).

La domanda di green jobs si differenzia per un più elevato livello di titoli di studio richiesti: nel 35,2% dei casi è richiesto un livello di istruzione universitario, a fronte di un valore del 9,8% rilevato per le altre figure professionali.

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Dalle professionalità green le imprese si aspettano non solo formazione più elevata, ma anche una esperienza specifica nella professione, richiesta per il 32,3% dei contratti per green jobs previsti in entrata, contro il 17,7% delle altre figure, laddove è sostanzialmente indifferente tra green e non green l’esperienza nel settore.

Entrando nel dettaglio dei gruppi, ai primi posti troviamo i tecnici della produzione e preparazione alimentare (77%), gli ingegneri elettronici ed in telecomunicazioni (73%), gli ingegneri civili (70%), i tecnici meccanici (65%), gli installatori di linee elettriche, riparatori e cavisti (59,4%), tecnici della gestione dei cantieri edili (58,8%), specialisti in contabilità e problemi finanziari (57,3%), esperti legali in imprese o enti pubblici (56,5%), tecnici della sicurezza sul lavoro (55,9%) e meccanici e montatori di apparecchi termici idraulici e di condizionamento (55,7%).

 

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