GREEN MOBILITY, SPOSTARSI IN SICUREZZA CON UN IMPATTO AMBIENTALE PARI A ZERO

Green Mobility, spostarsi in sicurezza con un impatto ambientale pari a zero. Sono 13 mila le auto ibride che circolano per Roma, solo lo 0,75% di quelle circolanti. Per la maggior parte, Taxi.

Sono invece appena 728 (lo 0,04%) le auto elettriche in circolazione, mentre gli scooter elettrici sono 499 (lo 0,12% di quelli circolanti).

La Capitale ha inoltre poco più di 300 punti di ricarica pubblici: 158 per le automobili e 175 per moto e quadricicli, pochissimi, rispetto ad altre città più piccole.

Sono solo alcuni dei dati contenuti nel libro-rapporto di Legambiente “Green Mobility – Come cambiare la città e la vita”, curato da Andrea Poggio e presentato questa mattina a Roma nell’ambito di un incontro dedicato alla mobilità elettrica.

Il 33% del campione acquisterebbe un’auto elettrica se costasse meno la ricarica, il 29% se ci fossero degli incentivi fiscali per almeno il 15 – 20% del valore.

Dai dati emerge poi il costante aumento dell’utilizzo di sistemi di sharing mobility, nonostante la scarsità dell’offerta, anche se ancora prevalgono i mezzi privati e l’uso dell’auto personale che è addirittura in crescita con il 40% che la usa tutti i giorni.

“In un paese con 38 milioni di auto private, neanche 100mila autobus e 6mila auto in car sharing, la notizia è la crescita della sharing mobility” dichiara Andrea Poggio di Legabiente, curatore di Green Mobility.

“Qualsiasi ulteriore riduzione dell’inquinamento – prosegue – obbliga a un salto tecnologico e a cambiamenti importanti negli stili di mobilità: una quota crescente di veicoli (dal monoruota all’autobus) a zero emissioni, veicoli elettrici o a idrogeno, generati da fonti rinnovabili.

Per Legambiente, anche l’Europa dovrebbe introdurre ‘quote obbligatorie‘ di mercato di veicoli elettrici, come fanno la Cina, la California e altri dieci stati Usa ed è per questo, che l’associazione ambientalista, sta chiedendo all’Europa e all’Italia quote progressivamente crescenti di ZEV, sino al 100% dopo il 2030.

Quote, che saranno accompagnate da divieti di circolazione sempre più severi per i veicoli a combustione nei centri città (Firenze da 2020, Roma dal 2024) e poi in tutte le aree urbana inquinate (Milano dal 2015).

Divieto di circolazione di tutte le auto a combustione al 2040, dieci anni dopo l’ultima vendita di auto nuove a combustione.

Insomma, una mobilità ad emissioni zero capace di garantire la qualità dell’aria e della salute, controllo del cambiamento climatico ed in grado di innescare meccanismi virtuosi di green economy, non è uno scenario futuribile.

Elettrificazione della mobilità privata, sistemi di sharing mobility sempre più articolati e semplici da usare, mobilità collettiva in sede protetta con tempi affidabili e aggiornamenti sugli smartphone, strade e piazze libere dalle auto e quindi sicure per gli spostamenti a piedi e in bicicletta ma anche per ripiantare alberi e creare spazi per una diversa vivibilità urbana.

Sono alcuni dei punti fondamentali che il volume “Green Mobility – Come cambiare la città e la vita” intende portare alla nostra attenzione e a quella dei decisori politici.

Esempi e proposte di una nuova mobilità che non è solo innovazione tecnologica, ma un cambiamento di stili di vita, di mezzi e di servizi, di modi di fare impresa e di governo del bene comune rappresentato dallo spazio urbano e dalle infrastrutture abilitanti.

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