Proseguono a rilento i lavori della Grande Muraglia Verde, il muro fatto di alberi lungo 8mila chilometri che dovrebbe attraversare l’Africa da Est a Ovest. A causa dei cambiamenti climatici e della siccità gli alberi già piantati muoiono rendendo difficile proseguire con nuove piantumazioni

Proseguono con non poche difficoltà i lavori per l’edificazione della Grande Muraglia Verde in Africa, un muro fatto non di cemento ma di alberi. Lungo, secondo il progetto, 8mila chilometri, avrà l’obiettivo di fornire cibo e riparo a milioni di persone che vivono in una regione, quella del deserto del Sahel,  in ginocchio a causa dei cambiamenti climatici. 

Proprio quei cambiamenti climatici, e l’inasprirsi delle condizioni meteorologiche e delle condizioni del suolo, stanno rendendo più difficile le piantumazioni degli alberi. Ad esempio, in Mauritania (uno degli undici Paesi nei cui confini passerà il grande muro di alberi) è in atto una corsa contro il tempo. La siccità e l’aumento delle temperature hanno fatto morire le migliaia di alberi già piantati nel deserto della regione del Sahel. 

Quegli alberi, però, sono necessari perché senza di loro le case dei villaggi sarebbero presto ricoperte totalmente dalle sabbie proveniente dal deserto del Sahel. Dal 2018 la quantità di pioggia è sempre minore di anno in anno e mantenere in vita gli alberi è un’impresa non da poco.

Gli abitanti dei villaggi colpiti maggiormente dalla desertificazione, usano gli idranti per tenere in vita le piante e gli alberi. Ma spesso l’acqua non basta. Per questo chiedono la costruzione di nuovi pozzi. 

Strumenti musicali dai rifiuti: il progetto La Música del Reciclaje

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