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Grande Barriera Corallina, gli ambientalisti australiani scrivono all’Unesco: “Inserirla subito nel patrimonio in pericolo”

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La Grande Barriera Corallina, che fa parte del Patrimonio mondiale dell’Umanità, è in pericolo. Lo aveva già confermato l’Unesco ed ora gli ambientalisti in Australia chiedono che venga inserita subito nei patrimoni da tutelare.

La Grande Barriera Corallina in Australia, dichiarata 40 anni fa Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco, è in pericolo. Il comitato per il patrimonio mondiale aveva già annunciato l’intenzione di volerla inserire nella lista dei patrimoni a rischio ed ora le principali associazioni ambientaliste australiane hanno scritto all’agenzia Onu per esortarla ad accelerare i tempi. Il governo australiano, però, si sta già muovendo a livello di lobby per fare pressioni contro la proposta raccomandazione, in vista dell’imminente riunione Unesco, che si terrà dal 16 al 31 luglio in Cina.

L’Unesco: “La Grande Barriera Corallina in Australia è in pericolo”. Ma il governo continua a sottovalutare il problema

Sussan Ley, ministra australiana dell’Ambiente, ha ingaggiato una battaglia contro il parere espresso, quasi un mese fa, dall’Unesco. E a breve è attesa in Europa per una campagna diplomatica in tal senso. La Grande Barriera Corallina è il più grande sistema di questo tipo al mondo, con un’estensione di oltre 2300 chilometri. Il governo di Canberra, intanto, sta organizzando una ricognizione aerea della Barriera per ambasciatori di base. Se la bozza di raccomandazione dell’Unesco esorta l’Australia a prendere azioni rapide a tutti i livelli possibili, per il governo si tratta di una decisione puramente politica. “Quella bozza è stata diffusa senza adeguata consultazione e senza verifiche sul posto“, l’accusa del governo australiano.

 

Le principali associazioni ambientaliste australiane, tra cui Greenpeace Australia, WWF Australia e l’Australian Conservation Foundation, sono pronte a fare pressione in vista della sessione del comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco. A presiederla sarà il viceministro cinese dell’istruzione Tian Xuejun, che riceverà i delegati di 21 diversi Paesi. “Il cambiamento climatico è una minaccia costante per i coralli, già sottoposti negli anni scorsi ad eventi di sbiancamento di massa” – spiegano le ong ambientaliste australiane – “La leadership globale per il clima e per la Grande Barriera Corallina non può non partire dall’Australia. Dobbiamo classificarla come ‘in pericolo’ e stimolare l’azione globale per proteggere uno dei luoghi più belli e biodiversi al mondo“.

 

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