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Governo, il premier frena su nuove tasse e sul taglio degli sconti fiscali

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Governo. Sarà la Nota di aggiornamento al Def che domani approderà in Consiglio dei ministri, a gettare le di quel Green New Deal tanto annunciato dal premier e dai ministri del nuovo Governo.

Accompagnato dalla rassicurazione che ieri il premier Giuseppe Conte ha consegnato al Villaggio Coldiretti di Bologna chiedendo agli imprenditori agricoli un’alleanza verde: «Dobbiamo progettare il futuro oggi tutti insieme, vi aiuteremo con incentivi e non con penalizzazioni».

Anche sulla minaccia Usa dei dazi sui prodotti europei (tariffe da circa 7 miliardi complessivi, secondo le stime circolate ieri a Bruxelles) Conte ha raccolto il grido d’allarme della platea: «Aspettiamo la risposta dell’arbitrato Wto sulla decisione degli Stati Uniti. Quella decisione ci farebbe molto male, per cui posso assicurare che ha la massima attenzione del Governo e la mia personale».

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La doppia garanzia fornita dal premier è rivelatrice delle difficoltà di attuazione del “piano green”: la transizione va gestita con cautela per evitare di infierire su un sistema produttivo già provato.

Per questo Conte ha alzato il muro contro la riduzione degli sgravi sul gasolio agricolo prevista nella prima bozza del decreto ambiente del ministro Sergio Costa (M5S), immaginato come avamposto della svolta verde anche con un taglio ai sussidi ambientalmente dannosi.

Esplicito lo stop del premier: «Non vogliamo compromettere nulla sul gasolio agricolo, il Governo non vi vuole mettere in difficoltà».

Il patto con le imprese agricole è stato suggellato con la firma di una forma di parmigiano, simbolo del made in Italy minacciato dai dazi di Trump, che potrebbero comprometterne le esportazioni fino al 90%.

Le fibrillazioni sul Dl ambiente hanno costretto lo stesso Costa a chiarire che «siamo in pieno work in progress», che il decreto deve «interfacciarsi con la legge di bilancio» e che occorre «lavorare con estrema attenzione per non danneggiare nessuno».

La data del 3 ottobre per il varo è destinata a slittare.

«Dovesse servire anche una o due settimane in più non importa », ha messo le mani avanti il ministro.

Nel frattempo, si lavora alle coperture del green new deal.

A partire dalle risorse non spese: quelle derivanti dai fondi Ue della programmazione 2014 – 2020 e quelle del fondo investimenti creato da Pier Carlo Padoan nel 2018 e rilanciato dall’ultima manovra.

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La partita è in mano al ministro dem dell’Economi Roberto Gualtieri, a cui Conte ha chiesto una ricognizione dei soldi che l’Italia non ha sin qui impiegato, rischiando di perderli, e di riorientarli verso programmi verdi.

A queste rimodulazioni si dovrebbero aggiungere fondi nuovi in misura ultraleggera il primo anno per crescere poi negli anni successivi.

Fino ad arrivare ai «50 miliardi per i prossimi 15 anni», annunciati ieri dal segretario Pd Nicola Zingaretti «per investimenti nell’economia verde, per favorire la riqualificazione energetica e sismica degli edifici pubblici e privati, la mobilità sostenibile e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili ».

Al vaglio la proposta di introdurre la formula del “reddito energetico” cara ai 5 Stelle e sperimentata a Porto Torres: alle famiglie più bisognose il Comune ha finanziato la concessione gratuita di pannelli fotovoltaici, consentendo loro di risparmiare sulla bolletta. Ogni ministero dovrà fare la sua parte.

In capo al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, in particolare, c’è la sfida di riorientare Impresa 4.0 in chiave green senza mettere in discussione le misure esistenti.

Il “Tavolo Transizione 4.0” annunciato nell’intervista al Sole 24 Ore il 25 settembre sarà convocato entro ottobre. Dal Mise assicurano l’impegno a estendere il superammortamento al triennio e di legare l’iperammortamento all’innovazione, estendendolo a economia circolare e cybersecurity.

Il credito d’imposta per ricerca e sviluppo avrà una componente dedicata a investimenti ecosostenibili, economia circolare e innovazione.

L’intenzione è anche quella di potenziare gli Its e di mappare e coordinare tutti i centri per il trasferimento tecnologico per trasmettere alle aziende il patrimonio di R&S.

Si punta infine ad ampliare la dotazione per i voucher dedicati agli innovation manager.

Figure molto richieste, giudicate cruciali per aiutare le imprese nella sterzata verde.

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