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Chi è Sergio Costa, il Ministro dell’Ambiente del Governo Conte Bis

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Governo. Riconfermato nel suo ruolo di Ministro dell’Ambiente nel governo Conte bis, il generale dei Carabinieri Forestali, Sergio Costa.

Classe 1959, laureato in Scienze Agrarie con un master in Diritto dell’Ambiente.

Nel 1987 entra nel Corpo Forestale dello Stato, poi dal 2005 al 2008 è stato Comandante della Polizia Provinciale di Napoli.

Rientrato al Corpo Forestale dello Stato, ha ricoperto i ruoli di:

  • Comandante regionale reggente della Basilicata (dal 2009 al 2010);
  • vice comandante regionale  ella Basilicata (dal 2010 al 2011);
  • Comandante provinciale di Napoli (dal 2012 al 2014),
  • Comandante regionale della Campania del Corpo forestale dello Stato (dal 2014 al 2016), con la qualifica di Dirigente superiore.

Docente del Corpo Forestale dello Stato e dell’Arma dei Carabinieri, è stato referente investigazioni “Ecomafia” presso la Direzione Nazionale Antimafia e, inoltre, è stato Aiutante del Capo del Corpo Forestale dello Stato ed Ufficiale Generale presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della Difesa.

Dall‘1 gennaio 2017, con il trasferimento del personale dal Corpo forestale all’Arma dei Carabinieri, assume il grado di Generale di brigata dei Carabinieri Forestali.

Il nome di Sergio Costa era già noto alle cronache per l’inchiesta sulla Terra dei fuochi, che ha permesso di far luce su una serie di attività illecite legate allo smaltimento di rifiuti tossici, nell’area tra le province di Caserta e Napoli.

Come ministro, nel governo M5S-Lega, ha fatto di tutto per ridare dignità ad un ministero spesso dimenticato e considerato di secondo livello, a cominciare dalla campagna plastic free fino all’educazione ambientale nelle scuole, passando per il risparmio dei 6 milioni di affitto del palazzo del ministero.

Importante anche il suo impegno per il dissesto idrogeologico.

Al Ministero dell’Ambiente si è anche occupato di temi spinosi come il dossier sulla Tap, sull’emergenza ambientale a Taranto e sulle trivellazioni (minacciando le sue dimissioni in caso di proroga delle trivellazioni in acque territoriali).

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