Governo, è crisi. Cosa succede e quali sono gli scenari possibili – VIDEO

Governo. “Non ci sono più le condizioni per continuare”.

Sono queste le parole – riferiscono fonti parlamentari del partito di Via Bellerio – che il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini avrebbe pronunciato nell’incontro con il premier Giuseppe Conte.

Salvini è stato chiaro. Non c’è spazio per nessuna alternativa.

“Non vogliamo governi tecnici” – ha spiegato il ministro dell’Interno in una nota.

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Pubblicato da Matteo Salvini su Giovedì 8 agosto 2019

 

Sarà quindi il  governo giallo-verde a portare il Paese alle elezioni nel più breve tempo possibile e “senza pastrocchi”.

“Noi sfidiamo i 900 parlamentari della Repubblica italiana a presentarsi in Parlamento la prossima settimana“. E’ la sfida di Matteo Salvini sui tempi della crisi.

Stando alle fonti di palazzo, sembra che di fronte ad ipotesi di un suo passo indietro, il presidente del Consiglio avrebbe sottolineato la necessità di portare la crisi in Parlamento, dove si verificheranno i numeri della maggioranza.

 

 

“Ho già chiarito a Salvini che farò in modo che questa crisi da noi innescata sia la piu’ trasparente
della storia della vita repubblicana” – ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in diretta da Palazzo Chigi, sottolineando poi che non è il ministro dell’Interno a dettare i tempi della crisi.

“Spetterà a Salvini, nella sua veste di senatore – ha aggiunto Conte -a spiegare al Paese e giustificare agli elettori che hanno creduto nella prospettiva del cambiamento le ragioni che lo portano ad interrompere bruscamente” l’azione di governo.

La ‘parlamentarizzazione’ della crisi dovrebbe esserci al Senato dove, solo qualche giorno fa, il governo ha ottenuto la fiducia sul decreto sicurezza bis.

E anche se c’è chi pensa che  sfiduciare un governo che ha ancora un notevole consenso nei sondaggi possa essere un boomerang, la strada della crisi è stata intrapresa.

Inutile andare avanti con i no. Bisogna ridare la parola ai cittadini” – ha sottolineato Salvini.

Di Maio intanto in una nota rilancia: “Noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla e non ci è mai interessato nulla, ma una cosa è certa: quando prendi in giro il Paese e i cittadini prima o poi ti torna contro. Prima o poi ne paghi le conseguenze. Ad ogni modo c’e’ una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari. E’ una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e mandiamo a casa 345 vecchi politicanti. Se riapriamo le Camere per la parlamentarizzazione, a questo punto cogliamo l’opportunità di anticipare anche il voto di questa riforma, votiamola subito e poi ridiamo la parola agli italiani. Il mio e’ un appello a tutte le forze politiche in Parlamento: votiamo il taglio di 345 poltrone e poi voto“.

Forza Italia e Pd si dicono pronti alle elezioni anticipate.

“Dico a Di Maio: non ricominciate con i trucchetti per rimanere incollati alla poltrona. Se non c’è un governo, bisogna ridare la parola agli italiani subito” – ha detto il segretario Dem, Nicola Zingaretti.

Per la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, “non è possibile dare all’Italia il governo di cui ha
bisogno insieme al M5s di Di Maio, Fico e Toninelli. Bene la Lega che ne ha preso atto. Ora si torni al voto per dare agli italiani il governo sovranista che alle ultime elezioni europee hanno dimostrato di volere”.

“Con la mossa di Salvini – scrive in una nota il MoVimento 5 Stelle Europa – l’Italia probabilmente perderà importante Commissario europeo alla concorrenza che avrebbe sostenuto il sistema Italia e le nostre imprese in Europa. Non si e’ mai visto un partito che prende il 34% alle elezioni europee e si condanna in questo modo all’irrilevanza internazionale. Nemmeno Renzi riuscì in tale impresa. Salvini e la Lega stanno danzando sulla pelle degli italiani, complimenti”.

Sullo sfondo resta non solo il nodo sulla finestra del voto anticipato (per la Lega l’ideale sarebbe il 27 ottobre), ma soprattutto quello della legge di bilancio.

 

Scenari politici possibili:

Tre le diverse possibili ripartizioni dei seggi della Camera e del Senato, così come elaborate sui dati dell’ultima Supermedia di AGI/YouTrend dello scorso 1 agosto, che indicano la Lega al 36,8%; il Pd al 21,7%; M5s al 17,6%; Forza Italia al 7,3%; Fratelli d’Italia al 6,4%; +Europa al 2,9%; i Verdi al 2,3%; La Sinistra al 2%.

In tutti e tre i casi, ne esce vincente il partito di Matteo Salvini.

  • PRIMO SCENARIO: CENTRODESTRA UNITO Con le stesse coalizioni del 2018 e se i risultati fossero quelli rilevati dall’ultima Supermedia AGI/YouTrend (calcolata il primo agosto 2019) la coalizione di centrodestra Lega-FI-FdI otterrebbe una maggioranza schiacciante sia alla Camera (416 seggi su 618) che al Senato (210 seggi su 309). In entrambe le Camere, quindi, il centrodestra avrebbe oltre i 2/3 dei seggi totali. Il gruppo di opposizione piu’ consistente sarebbe quello del Pd (unico partito dell’area di centrosinistra che supera la soglia di sbarramento del 3%) con 119 seggi alla Camera e 57 al Senato. Il Movimento 5 stelle eleggerebbe solo 81 deputati e 40 senatori.

 

  • SECONDO SCENARIO: LEGA DA SOLA Se Matteo Salvini optasse per una corsa in solitaria della Lega, non avrebbe i numeri per un governo monocolore. Con quasi il 37% dei consensi, la Lega sarebbe di gran lunga il primo gruppo parlamentare, con 283 seggi alla Camera e 143 al Senato. In entrambi i casi pero’ tali numeri non sarebbero sufficienti a formare una maggioranza. Decisivi potrebbero diventare a quel punto i 62 deputati e i 31 senatori eletti con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il centrosinistra eleggerebbe 153 deputati e 73 senatori, M5s 118 deputati e 60 senatori.

 

  • TERZO SCENARIO: LEGA ALLEATA SOLO CON FDI Se la Lega decidesse di allearsi con Fratelli d’Italia ma non con Forza Italia, il risultato sarebbe la conquista di una maggioranza piuttosto ampia. Con oltre il 43% dei voti, infatti, questa ipotetica coalizione di destra sovranista avrebbe ben 353 seggi alla Camera e 181 al Senato. In questo caso i gruppi di opposizione sarebbero tre, in entrambe le Camere: quello di centrosinistra (131 deputati e 61 senatori), quello di M5s (102 deputati, 50 senatori) e quello di Forza Italia (30 deputati e 15 senatori).
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