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Governo, pronta la svolta green. Costa: “‘Subito decreto su cambiamenti climatici”

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Governo. Accantonata l’esperienza di Governo con la Lega di Matteo Salvini, il ruolo del Ministero dell’Ambiente (e del suo ministro) nel nuovo Esecutivo sarà centrale. “Ora è il momento di osare” – spiega  il Ministro Sergio Costa in una intervista a “La Repubblica”.

Se era la Lega a frenare quel cambiamento green di cui il nostro Paese ha bisogno, ora, con il governo giallo-rosso, la strada è spianata.

Tutti e tre i partiti che compongono la nuova maggioranza, hanno tra i primi punti temi ambientali.

“Si sta più rilassati” – sembra abbia scritto Beppe Grillo in un sms di in bocca al lupo a Costa – ‘vai alla grande!‘”.

Chi è Sergio Costa, il Ministro dell’Ambiente del Governo Conte Bis

La rivoluzione verde  intende dovrebbe iniziare già con il prossimo Consiglio dei Ministri, dove Costa ha intenzione di portare il primo decreto legge europei sui cambiamenti climatici, in previsione del summit Onu di fine mese.

“Sara’ un decreto di supporto alle famiglie, ai consumatori e alle imprese per imporre la svolta verde- spiega Costa – punterà sulla qualità dell’aria, mobilita‘ sostenibile, sulla creazione di aree economiche ambientali e ci saranno vantaggi fiscali per chi fa imprenditoria verde, vive verde, sviluppa verde”.

E a chi gli chiede se durante le trattative per la formazione del nuovo governo, Grillo si sia imposto per mantenere la sua figura all’Ambiente, il ministro replica: “Abbiamo un buon rapporto, ma non mi risulta un suo intervento. Qualche mese fa mi ha chiamato lanciando un’idea che mi e’ subito piaciuta: un museo sulle bonifiche e gli inquinamenti. In linea con quel che abbiamo fatto sulla formazione ambientale nelle scuole”.

Quanto alle parti che compongono la maggioranza, Costa dice: “Ho apprezzato che tutte e tre le componenti del governo abbiano messo l’ambiente tra i primissimi punti del loro programma”.

O il green new deal è solo la moda del momento? “Non e’ una moda, ma uno stato di necessità – afferma Costa – se ne parla in tutto il mondo e l’Italia sta acquisendo una leadership internazionale. Nel negoziato per il taglio delle emissioni di carbone in Europa, ad esempio, abbiamo fatto la differenza facendo asse con la Francia.

Educazione ambientale nelle scuole delle città più inquinate. Costa: “stanziati 330 mila euro”

Lunedì purtroppo non sarò alla fiducia, ho chiesto l’autorizzazione a Conte, e mi dispiace. Ma non volevo rinunciare a presiedere il summit di Nuova Delhi sulla desertificazione. Un problema che tocca anche il nostro Paese, soprattutto al sud”.

E le migrazioni? “non si fermano facendo i gendarmi del mare – spiega il ministro dell’Ambiente – e neanche dicendo: aiutiamoli a casa loro, concetto che non mi pare tanto nobile. Quello che dobbiamo fare e’ rimuovere le condizioni di disperazione su quei territori”.

Ad esempio, “con i proventi delle aste verdi, che vanno investiti per forza all’estero, l’Italia finanzia progetti contro la desertificazione nel Sahel. Quest’anno abbiamo mandato 6 milioni e mezzo di euro per tutta l’area ed altri milioni Stato per Stato. Soldi vincolati a investimenti in energia alternativa, con tecnologia italiana, per costruire pozzi. L’ultimo progetto ha fatto tornare fertili 20 mila ettari di terra e ridato speranza a 300 mila persone”.

dice che le tecnologie italiane sono all’avanguardia, ma le nostre citta’ sembrano indietro anni luce. Basti pensare a Roma. “In questi giorni c’e’ stato un problema di manutenzione di alcuni Tmb. Abbiamo chiuso accordi con l’Abruzzo e le Marche perla riallocazione dei rifiuti. In piu’, arriveranno 13 mila cassonetti nuovi e sta aumentando la consegna dei sacchetti per il porta a porta”.

II punto e’ che per aspettare il modello ideale, si vive tra i rifiuti. “Attenzione, io ho un approccio laico su questo, non estremista: non penso che tutti gli inceneritori d’Italia vadano chiusi all’istante. Penso che quelli che ci sono bastino ad accompagnare il percorso verso economia circolaree rifiuti zero”.

Col Pd potrebbero esserci spine analoghe a quelle con la Lega, ad esempio proprio sugli inceneritori. “Le idee di M5s e Pd su questo si sono gia’ riavvicinate. Nel piano regionale fatto nel Lazio da Nicola Zingaretti non ci sono nuovi inceneritori e c’e’ la chiusura di Colleferro. L’ho ringraziato per questo. Adesso bisogna velocizzare il resto del percorso, senza zigzag”.

All’Italia serve un grande partito verde? “Penso che sia meglio avere, come in questo caso, tre partiti con le stesse priorita’. Perche’ dal confronto delle idee partono sinergie positive per tutti. Non credo all’assolutismo ambientalista, non mi piace chi pensa che l’unica risposta sia la sua”, ha concluso Costa.

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