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GOVERNO, SALVINI RIVENDICA INCARICO: “A PALAZZO CHIGI ANCHE CON I 5 STELLE”

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Governo, Salvini rivendica incarico: “a Palazzo Chigi anche con i 5 Stelle”. Archiviato il capitolo presidenze delle Camere, entra nel vivo la partita sul Governo.

Matteo Salvini da giorni, rivendica l’incarico per provare a formare il nuovo Esecutivo: “nel rispetto di tutti – scrive su Fb – il prossimo premier non potrà che essere indicato dal centrodestra, la coalizione che ha preso più voti e che anche ieri ha dimostrato compattezza, intelligenza e rispetto degli elettori”.

Il problema – spiega ancora il leader del Carroccio – non è la persona, è il programma di Governo, e chiunque sostenga il centrodestra e aiuti a realizzarlo farà parte della maggioranza.

“Per ricucire il Paese serve un assetto per il governo anche con i 5Stelle“. Con il passo obbligato di “ripartire dal Sud”.

Tra i primi punti:  via la legge Fornero, spesometro, giù tasse e accise, taglio degli sprechi e spese inutili.

E ancora, riforma della scuola e della giustizia, legittima difesa, revisione dei trattati europei, rilancio dell’agricoltura e della pesca italiane, Ministero per i disabili, pace fiscale fra cittadini ed Equitalia, autonomia e federalismo, espulsione dei clandestini e controllo dei confini.

Nulla è escluso, neanche il dialogo con il Pd, anche se – aggiunge – “penso dia difficile si possa governare con chi ha governato negli ultimi 5 anni”.

E poi precisa: “non abbiamo mai parlato di Governo con i 5 Stelle”.

Nel MoVimento Cinque stelle, a chi gli chiede di un governo Di Maio, Beppe Grillo replica: “Decide Mattarella” ed ai giornalisti che gli chiedono se dialogherà con Salvini, spiega che lui non si occupa di “post politica”.

Quanto a Roberto Fico presidente della Camera dice “una gioia straordinaria. Con lui facevamo i primi meetup per proteggere l’acqua pubblica e la salute dei campani, ci vogliamo bene”.

In un’intervista al Corriere, Berlusconi spiega che lui rimane fedele ai patti: “ho detto in campagna elettorale che la forza politica del centrodestra che avrebbe ottenuto più voti avrebbe avuto il diritto di indicare il premier. Salvini – spiega Berlusconi – ha il diritto e il dovere di provare a formare un governo, per attuare i programmi che abbiamo proposto agli italiani. I cittadini attendono risposte sul lavoro, sulle tasse, sulle soglie di povertà, sull’emergenza criminalità. La classe dirigente deve dimostrare di aver capito la lezione”.

Quindi aggiunge: “Se la coalizione si rompesse, oltre a essere tradito il mandato degli elettori, nessuno di noi avrebbe più titolo per rivendicare la guida del governo”.

L’ex premier ovviamente preferisce un governo guidato da chi ha vinto le elezioni “e con questo – dice – intendo il centrodestra unito. I cinque stelle hanno ottenuto un buon risultato, ma sono arrivati secondi”.

Un’eventuale terza figura per Palazzo Chigi, dovrebbe essere solo un’extrema ratio.

Infine, un governo Salvini e Di Maio da soli – conclude Berlusconi – “sarebbe un ircocervo, l’animale mitologico spesso citato dai filosofi antichi come esempio di assurdità, perchè in esso convivono caratteri opposti e inconciliabili. E poi perchè Salvini dovrebbe fare il socio di minoranza di un governo Cinque Stelle?”.

In casa Pd, dalle pagine de La Stampa, il presidente dem Matteo Orfini conferma la linea dell’opposizione.

“Quanto avvenuto sulle Presidenze è un fatto politico – dice – che prefigura la nascita di un nuovo Pentapartito con le quattro sigle di centrodestra e i 5stelle”.

Quindi, porta chiusa la dialogo con il MoVimento.

“Questa idea che il M5S – spiega Orfini – sia una costola della sinistra è sbagliata. È evidente che i loro argomenti non avrebbero potuto che sfociare a destra e così è accaduto”.

“Il tema – aggiunge – è capire che posizionamento dobbiamo avere noi per tornare a vincere”, ma “portare il Pd con M5S significa liquidare il Pd. E chi viene dalla mia esperienza, non accetterà mai di estinguere la storia della sinistra italiana portandola ad essere l’ancella della Casaleggio e associati”.

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