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GOVERNO, IL PD APRE AL DIALOGO CON IL M5S. DI MAIO PRONTO A TRATTARE: “CON LA LEGA SI CHIUDE QUI”

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Governo, il Pd apre al dialogo con il M5S. Di Maio pronto a trattare: “con la Lega si chiude qui”. Al via le consultazioni del Presidente della Camera Roberto Fico, che dopo aver ricevuto dal Presidente Sergio Mattarella il mandato esplorativo, ha tempo fino a giovedì per verificare la possibilità di una maggioranza parlamentare tra il Pd ed il M5S per costituire il Governo.

“Farò di tutto perchè il voto degli italiani sia rispettato” – commenta Matteo Salvini, che replica poi con un “no grazie” all’ipotesi di governo Pd.

Il capogruppo dem al Senato Marcucci in mattinata aveva confermato la disponibilità del partito al confronto.

E’ Fico il candidato a premier del M5S?” – dice Marcucci, che non vede “le condizioni” perchè i programmi di Pd e M5s si possano allineare – ma aggiunge -“le sorprese in politica sono sempre dietro l’angolo”.

Sempre in casa Pd, Dario Franceschini spiega invece che il Pd ha l’obbligo di aprire un confronto senza pregiudiziali con i 5Stelle.

Sulla stessa linea anche Michele Emiliano che chiede a Renzi di “lavorare” affinchè vada in porto la trattativa tra Pd e M5s per la formazione di un governo.

Nell’apertura a un governo M5S-Pd “ero partito da solo, tre mesi prima del voto. Me ne avevano dette di tutti i colori, adesso siamo una bella maggioranza – afferma dalle pagine del Corriere della Sera, Michele Emiliano – ho sentito Franceschini, Fassino e Orlando, che era contrario e poi ha cambiato idea. Siamo in tanti. Sono contento. Questa è l’unica possibilità per dare al Paese un governo che non sia un asse tra populismi”.

In vista del colloquio con il presidente Fico, il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, ha incontrato al Nazareno i vertici del partito, in particolare la delegazione che si recherà a Montecitorio: i capigruppo Graziano Delrio, Andrea Marcucci, Matteo Orfini.

Martina ha inoltre sentito sindaci, governatori e segretari regionali per fare il punto sulle consultazioni per il governo.

“Dopo 50 giorni di questa situazione di impossibilità e incapacità di arrivare a una proposta di governo praticabile da parte delle forze che hanno prevalso il 4 marzo, siamo ovviamente disponibili a valutare il fatto nuovo pronunciato da M5s poche ore fa” – afferma il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, al termine delle consultazioni con il presidente della Camera.

Un chiaro riferimento alle parole di Luigi Di Maio sulla chiusura del forno con la Lega di Matteo Salvini.

Martina rivendica poi che il tira e molla, i tatticismi e gli scenari di questi ultimi giorni non si possono attribuire al Partito Democratico che – dice – “ha sempre avuto una linea giusta e rispettosa del voto del 4 marzo”.

“Sul piano programmatico – spiega poi – abbiamo ribadito al presidente Fico che l’asse di riferimento fondamentale gira attorno al programma del Pd, e in particolare nelle tre sfide essenziali richiamate durante le consultazioni al Quirinale, ovvero – ha ricordato Martina – l’Italia è chiamata a scegliere se contribuire a un stagione europeista o se ripiegare sul sovranismo. Noi siamo per un lavoro deciso perché l’Italia contribuisca, assieme alla Francia e alla Germania, a una nuova agenda europea; il rinnovamento della democrazia, al di là della deriva plebiscitaria; le politiche del lavoro e di contrasto alla povertà e alle diseguaglianze” rispettando “gli equilibri di finanza pubblica”.

Insomma, “con spirito di leale collaborazione, non nascondendoci le diversità e punti di partenza differenti anche dal punto di vista programmatico su temi essenziali”, i dem s’impegnano ad approfondire “questo possibile percorso di lavoro”, chiarendo che i gruppi dirigenti del partito saranno coinvolti nel percorso.

“La direzione nazionale – ha sottolineato Martina – deve essere chiamata a valutare, approfondire discutere ed eventualmente deliberare un percorso nuovo che ci coinvolga”.

Le prime parole di Luigi Di Maio al termine dell’incontro con il presidente Roberto Fico sono indirizzate alla Lega di Matteo Salvini: “in circa 50 giorni abbiamo provato in tutti i modi e tutte le forme a invitare la Lega a firmare un contratto di governo. Hanno deciso di condannarsi all’irrilevanza” nel rispetto di un loro alleato – afferma Di Maio, che poi sottolinea come “un governo di centrodestra non è più un’ipotesi percorribile”, ma “tramontata del tutto”.

Il capo politico del M5S apprezza le parole del reggente dem: “sono parole che vanno in direzione dell’ apertura – dice, ribadendo che il M5S resterà sulla linea delle elezioni: “di insistenza sui temi per il cambiamento del paese e abbiamo detto che non rinunciamo ai nostri valori e alle nostre battaglie politiche”.

Ai dem rivolge poi un invito: “con il Pd ci sono profonde differenze e anche dei trascorsi da non ignorare” ma noi sui temi “ci siamo” – spiega Di Maio – chiedo al Pd di venire al tavolo per verificare se ci siano i presupposti per firmare il contratto di Governo. Dobbiamo vederci, ci facciano sapere quando sono disponibili” – ha poi aggiunto.

Di Maio ricorda poi che nessuna forza politica al momento può fare da sola e chiarisce che “M5s e Lega, M5s e Pd e qualsiasi partito sono e resteranno alternativi”.

“Questo patto – rimarca – deve essere segno di rispetto dei nostri elettori e degli elettori dei partiti”.

In ogni caso, annuncia poi Di Maio, “qualsiasi contratto sarà sottoposto al voto degli iscritti della piattaforma Rousseau” e se anche questo tentativo dovesse fallire, per il M5S l’unica strada è il ritorno alle urne.

“Se fallisce questo percorso per noi si deve tornare al voto non sosterremo nessun altro governo, tecnico, di scopo o del presidente” – dice.

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