Breaking News

GOVERNO, MATTARELLA: “SERVE PIU’ TEMPO, NON CI SONO LE CONDIZIONI”

Condividi

Governo, Mattarella. “serve più tempo, non ci sono le condizioni”. Seconda giornata di consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo Governo.

Ad incontrare oggi il presidente della Repubblica Mattarella, in una serie di incontri dal ritmo serrato, i partiti maggiori, a partire dal Pd.

Segue il centrodestra diviso in due: prima Forza Italia e poi la Lega.

Chiude la giornata, il MoVimento 5 Stelle.

“Speriamo di poter incontrare il prima possibile Lega e Pd per capire quali siano le loro proposte, e per capire con chi si possa iniziare a scrivere questo contratto. Scelgano da che parte stare” – scrive in un post Luigi Di Maio.

Una proposta che i dem rispediscono al mittente, “si rivolge al Pd per aumentare il potere contrattuale con la Lega” – replica Ettore Rosato.
Al termine dell’incontro con il Capo dello Stato, della delegazione Pd parla solo il segretario reggente, Maurizio Martina, chiarendo che l’esito delle urne non gli “consente di formulare ipotesi di governo che ci riguardino”.

Tocca alle “altre forze della potenziale maggioranza”, alle quali si rivolge, senza nominarle, ricordando che la campagna elettorale è finita e che bisogna tornare con “i piedi per terra”.

Martina richiama poi i quattro punti “essenziali per il Paese” e centrali per la loro “iniziativa di minoranza parlamentare”:

  • taglio del costo del lavoro e reddito di inclusione;
  • controllo della finanza pubblica;
  • gestione del fenomeno migratorio;
  • rafforzamento del quadro internazionale”

“Noi – ribadisce il segretario reggente – siamo in campo da protagonisti per rafforzare in coerenza con il lavoro fatto dal governo tutti gli interventi di sostegno sociale. Sui quattro snodi di interesse generale il Pd eserciterà fino in fondo la sua funzione nel suo ruolo di opposizione”.

Di poche parole il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che alla stampa descrive l’esito elettorale come un risultato in cui “ha prevalso nettamente il voto basato sulla protesta, sul dispetto, sul malcontento, sulla delusione” e mette in chiaro la posizione di Forza Italia: “Non siamo disponibili – dice – a un governo fatto di pauperismi e giustizialismi e populismi e odio che innescherebbe una spirale recessiva e di tasse elevate con fallimenti a catena anche nel settore bancario”.

In ogni caso, il nuovo governo “dovrà partire da chi ha vinto le elezioni, cioè il centrodestra e dal leader della coalizione vincente, cioè la Lega“.

Parole, quelle dell’ex premier, chiaramente rivolte al M5S che sbarrano la strada ad Esecutivo a trazione penta stellata.

Un governo con quel segno (pauperismi e giustizialismi e populismi e odio) – avverte Berlusconi – “metterebbe in grave difficoltà il nostro Paese, in Europa, innescherebbe una spirale recessiva fatta di disoccupazione crescente, tasse elevate, fuga di imprese e capitali, di fallimenti a catena a partire dal settore bancario”.

Forza Italia è pronta invece ad un governo “con presenze di alto profilo a soluzioni serie e credibili in sede europea”.

La stessa Europa – dice ancora – verso la quale è certamente necessario un atteggiamento fermo e autorevole per tutelare gli interessi italiani meglio di come è stato finora, ma che non perdonerebbe certo populismi, dilettantismi e improvvisazioni“.

Ultimo incontro della mattinata, la Lega di Matteo Salvini.

“Più che i posti e i ruoli ci interessano i programmi” – dice il leader del Carroccio, rivendicando la posizione dialogante del suo partito: “molti dicono dei no, noi abbiamo offerto dei sì al Presidente della Repubblica”.

Primo fra tutti, il sì al dialogo con il MoVimento 5 Stelle.

Salvini ribadisce ancora una volta che ascolterà tutti “dalla prossima settimana formalmente”. Il consiglio, è quello di “smussare degli angoli che altri per il momento almeno a parole non intendono smussare. Tutti dovrebbero fare lo stesso – aggiunge, riferendosi ai “passi di lato” fatti dalla Lega, perché “se ciascuno rimane sulle sue impuntature, sui suoi personalismi e i suoi ragionamenti personali o di partito il governo non nasce e l’unica soluzione, che non auguriamo ma che non escludiamo, e’ quella delle elezioni“.

Per la formazione del nuovo Governo, si deve partire dal centrodestra ma, “numeri alla mano, coinvolgendo i 5 stelle, non ci vuole uno scienziato per capire che altre soluzioni sarebbero temporanee e improvvisate“, dunque “lavorerò personalmente – dice – nei prossimi giorni per dialogare con tutti e vedere se si trova la quadra come per il presidente del Senato”.

Lasciando poi a piedi il Quirinale, il leader della Lega ha poi auspicato che il Movimento 5 stelle “smetta di dire no e cominci a dire dei sì”.

Quando al preannunciato incontro con Di Maio: sarà “alla luce del sole” – ha chiarito Salvini.

Chiude la serie di incontri la delegazione del MoVimento 5 Stelle composta da Luigi Di Maio ed i due capogruppo alla Camera ed al Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, giunti al Colle a piedi.

Non abbiamo posto veti a nessuno, abbiamo discusso di temi, ci siamo fatti un’idea di quali potessero essere gli interlocutori per un governo del cambiamento – afferma Di Maio al termine dell’incontro con il Capo dello Stato, spiegando che “dal voto è chiaro che sono emersi tre messaggi: al governo deve andarci chi è legittimato dal popolo; sono stati bocciati i governissimi, i governi tecnici, i governi di scopo; Governare per cambiare e non per continuare a sopravvivere; mettere al centro soluzioni e non giochi di Palazzo”.

Propone poi un contratto di governo su modello tedesco che – dice – “si può sottoscrivere o con la Lega o con il Pd. Questi sono i due interlocutori, è chiaro che sono due soluzioni alternative“, annunciando che chiederà subito un incontro al segretario reggente del Pd, Maurizio Martina ed al segretario della Lega, Matteo Salvini.

“Le mie aperture sono sincere – dice ancora Di Maio – ma voglio anche precisare che rispetto a quello che ho letto in questi giorni io non ho mai voluto spaccare il Pd, mi rivolgo al Pd nella sua interezza perchè al di là delle differenze di vedute non ci permetteremo mai di interferire nelle loro dinamiche interne”.

Stessa cosa per il centrodestra: “non vogliamo spaccare la coalizione di centrodestra ma non riconosciamo una coalizione di centrodestra, perchè non solo si sono presentati alle elezioni con tre candidati premier ma perchè si sono preparati alle consultazioni separati. E una di queste forze non riconosce il M5s, perciò ci rivolgiamo alla Lega”.

Si rivolge infine al Partito Democratico: “penso che debba essere almeno riconosciuta la responsabilità che sentiamo di trovare una soluzione per trovare un governo al Paese. Interloquiamo con le forze politiche, individuiamo lo strumento, ora spero che ci chiede responsabilità possa mettere al centro gli interessi degli italiani e non i propri”.

I due giorni di incontri però non sono bastati al Capo dello Stato per tirare le somme.

“Nel corso della prossima settimana avvierò un nuovo ciclo di consultazioni per verificare se sia maturata la possibilità di formare un governo che oggi non è emersa” – afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine delle consultazioni.

“Nessun partito e nessuno schieramento – ha spiegato il Capo dello Stato – dispone da solo dei voti necessari per formare un governo e sostenerlo ed è indispensabile quindi, secondo le regole della nostra democrazia che vi siano intese tra più parti per formare una coalizione che possa avere una maggioranza in Parlamento. Farò trascorrere qualche giorno di riflessione, anche sulla base della esigenza di maggior tempo che mi è stata prospettata da molte parti politiche. Sarà utile anche a me per analizzare e riflettere su ogni aspetto delle considerazioni” fatte dai partiti e “sarà utile a loro per valutare responsabilmente la situazione, le convergenze programmatiche, le possibili soluzioni per dare vita a un governo”.

(Visited 74 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago