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GOVERNO, MANDATO ESPLORATIVO ALLA CASELLATI. COSI’ MATTARELLA PROVA A SBLOCCARE LO STALLO

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Governo, mandato esplorativo alla Casellati. Così Mattarella prova a sbloccare lo stallo. A cinque giorni dalla conclusione del secondo giro di consultazioni ed a quasi cinquanta giorni dalle elezioni, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato al Quirinale la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati per conferirle l’incarico di verificare tra i partiti le condizioni per formare il governo.

Tre, erano le strade percorribili da Mattarella: un mandato esplorativo ad una carica istituzionale per far verificare ad una persona terza gli scenari possibili; un pre-incarico a Matteo Salvini o a Luigi Di Maio per scoprire le carte in tavola o come extrema ratio, un “governissimo” per tornare alle urne in primavera, possibilmente insieme alle elezioni europee del 2019.

Il presidente della Repubblica – ha precisato il segretario generale Ugo Zampetti – ha avuto il mandato per verificare una maggioranza tra centrodestra e MoVimento 5 Stelle.

Tempi serrati per la presidente del Senato, che dovrà riferire al Capo dello Stato entro venerdì.

“Assumo questo incarico con lo stesso spirito di servizio con cui ho assunto quello di presidente del senato. Sarete informati del calendario degli incontri che avverranno in tempi brevi” – ha detto la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati.

La scelta del Colle è arrivata all’indomani dell’apertura del leader della Lega ad una terza figura per Palazzo Chigi.

A Salvini infatti non è dispiaciuta l’ipotesi di un “terzo uomo” a Palazzo Chigi, anche un tecnico, diverso da lui e Luigi Di Maio.

Il Carroccio fa sapere che insisterà sulla necessità, sottolineata ieri da Matteo Salvini, di mettere in un angolo i veti contrapposti.

In ogni caso, “per la Lega è positivo l’incarico alla presidente Casellati perchè il perimetro di un governo centrodestra – 5stelle è esattamente quello deciso dal popolo italiano. La Lega – si legge in una nota dell’ufficio stampa – è pronta a governare anche oggi, basta che gli altri smettano di litigare“.

I 5 Stelle, dal canto loro, resteranno fermi sulle posizioni decise.

Il MoVimento – spiegano – ha proposto un contratto a Lega o al Pd, ed è ai blocchi di partenza.

Ma questo giro, resterà fermo perché sono gli ipotetici alleati che devono risolvere le loro questioni interne.

Molti “azzurri” però, che chiedono di non essere citati – come riporta l’ANSA – avrebbero preferito tenere in serbo questa carta per un successivo tentativo: più d’uno sperava in un incarico a Fico che non avrebbe potuto rifiutarsi di incontrare Silvio Berlusconi, facendo così cadere il veto verso di lui.

Ipotesi che il M5s ha fatto sapere di non volere. Affidare tale incarico al presidente della Camera Roberto Fico “sarebbe irrealistico“.

Altro motivo di riserva in Fi verso l’incarico a Casellati è che in questa fase potrebbe non riuscire a convincere nè M5s nè il Pd.

Dal Pd, intanto, il reggente Maurizio Martina fa sapere che il suo partito è pronto a confrontarsi “su tre punti”, che erano il programma elettorale del Pd (Povertà, famiglia, lavoro).

Dichiarazioni che hanno avuto il plauso del M5S che le definisce “un’ iniziativa utile”.

Ma dopo l’irritazione dei renziani, contrari ad ogni apertura a M5S, Martina ha subito chiarito che i tre punti indicati non sono una apertura al MoVimento, ma la semplice ripetizione del programma del Pd, e che quindi le sue parole sono state “strumentalizzate”.

Nell’ipotesi di un incarico a Di Maio, dopo un eventuale nulla di fatto della Casellati, anziché fallire e aprire la strada al “terzo uomo” – sono i timori della Lega e di Forza Italia – Di Maio chiuda con il Pd.

Va infatti anche evidenziato che il presidente Fico ha chiesto alla Commissione speciale di inserire nel proprio ordine del giorno il decreto carceri, proprio come avevano chiesto il governo e il Pd, ma che la Lega aveva bloccato.

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