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GOVERNO, DI MAIO MANDA ULTIMATUM A SALVINI CHE APRE A IPOTESI “TERZA FIGURA” PER PALAZZO CHIGI

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Governo, Di Maio manda ultimatum a Salvini che apre a ipotesi “terza figura” per Palazzo Chigi. Mercoledì o al massimo giovedì, il Presidente della Repubblica prenderà la sua decisione per la formazione del nuovo Governo.

All’esame del Quirinale ci sono due ipotesi concettualmente diverse: un mandato esplorativo ad una carica istituzionale per far verificare ad una persona terza gli scenari possibili, e un pre-incarico a Matteo Salvini o a Luigi Di Maio per scoprire le carte in tavola.

In alternativa, resta solo l’ipotesi di un “governissimo” per tornare alle urne in primavera, possibilmente insieme alle elezioni europee del 2019.

L’ipotesi di un “governissimo” spaventa sia Salvini che Di Maio che dichiarano a gran voce che loro non ci staranno mai e che bisogna tornare a votare.

Ma per il Capo dello Stato, una cosa è certa, è pericoloso ed inutile rimandare gli italiani alle urne subito – magari a ottobre – e con questa legge elettorale.

Dietro le quinte intanto, sono in tanti a lavorare perché Mattarella scelga la terza ipotesi.

Lo spera, ma non lo dice, una parte del Pd, così come Silvio Berlusconi che non si fida più di Salvini e sta contando quanti parlamentari potrebbero appoggiare un esecutivo chiamato dal presidente per puntellare l’Italia.

Matteo Salvini intanto, continua a tenere il punto: no a governissimi e ad esecutivi con il Pd e se “il 22 si vince il governo lo facciamo in un quarto d’ora” – dice.

Il leader del Carroccio non chiude però all’ipotesi di una terza figura per Palazzo Chigi: “Se ci fosse qualcuno in gamba, che sottoscrive un programma che condivido perché no. Io a differenza di Di Maio non sono qua a dire o governo io o non si fa niente”.

Il MoVimento 5 Stelle continua a porre il veto su Berlusconi e lancia un vero e proprio ultimatum: “Aspetto qualche giorno e poi chiudo un forno” – afferma Di Maio a ‘Otto e mezzo’ – “Salvini è stato zitto e ha subìto l’umiliazione di Berlusconi che gli contava i punti del programma. Smetta – ha spiegato ancora Di Maio – di ostentare unità che non c’è, non aspetterò i suoi comodi. Appoggio esterno di FI è una questione che non si pone”.

“Se Di Maio vuole il forno di Renzi si accomodi” – è la replica di Salvini.

Il M5s quindi vira verso il Pd, ma il partito del Nazareno almeno per il momento non è disponibile ad aprire un confronto per un governo, lo farà soltanto se e quando dovesse arrivare un input del Capo dello Stato.

“Le uniche decisioni che abbiamo assunto all’unanimità dicono che siano alternativi” a Lega e M5s, “e, da allora, non mi sembra di aver visto nulla che dovrebbe farci cambiare idea” – afferma Ettore Rosato in un’intervista al Corriere della Sera, ribadendo la linea del Pd.

“La Lega dice no ai nostri voti, anche se nessuno glieli ha offerti” – spiega Rosato –  “i Cinque stelle dicono che noi o la Lega siamo la stessa cosa e che votare il governo Di Maio potrebbe essere per noi occasione di redenzione. Tutte cose che confermano la correttezza della nostra posizione”.

In casa Forza Italia intanto, le parole di Luigi Di Maio hanno chiuso ogni eventuale spazio di dialogo con il MoVimento

Sarà quindi il Capo dello Stato ad indicare la strada.

“Sarebbe meglio che fosse l’ultima chance ma la nostra linea è quella di un governo guidato dal centrodestra con i voti in Parlamento” – spiegano i forzisti.

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