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Viaggio nelle Gole del Farfa, una riserva naturale regionale ‘dimenticata’

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Gole del Farfa. Un’area protetta di 35 ettari, difficile da trovare ma che vale sicuramente la pena visitare. A soli 50 km da Roma, tra il comune di Castelnuovo di Farfa e quello di Mompeo (provincia di Rieti) troviamo il Monumento Naturale del Lazio ‘Gole del Farfa’: natura incontaminata e rigogliosa, un fiume dall’acqua cristallina, anse e canyon.

Un percorso imperdibile per gli amanti del trekking e della natura, adatto a grandi e piccoli, di media difficoltà e con poco dislivello.

 

Come raggiungere le ‘Gole del Farfa’:

Per raggiunge il sito ci sono due possibili accessi:

  • dal Comune di Mompeo: (42°15’01.5″N 12°45’36.5″E) dopo aver parcheggiato la macchina sullo spiazzo, si percorre per circa 60 mt la strada asfaltata fino a due cartelli in legno (con le indicazioni del sentiero) che portano ad una strada sterrata che condurrà fino alle Gole del Farfa.

  • da Castelnuovo di Farfa: provenendo da Via Roma ovest si arriva a Castelnuovo di Farfa, superato il paese si scende sulla strada a sinistra che porta al punto di accesso per le ‘Gole’ (42°14’29.1″N 12°45’14.9″E)

qui, dopo aver parcheggiato la macchina sulla strada (non c’è un vero e proprio parcheggio), si percorre una strada sterrata

che porta ad un bivio indicato da due cartelli – ormai illeggibili.

Scendendo sulla sinistra si raggiunge il ponte.

Qui si può scegliere che tipo di percorso fare: a destra il sentiero più semplice, a sinistra quello più impegnativo.

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Cosa vedere alle Gole del Farfa:

Le ‘Gole del Farfa’ fanno parte della Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere Farfa, la prima area naturale protetta istituita dalla Regione Lazio nel 1979.

Costeggiando le rive dell’omonimo fiume, si attraversa un bosco ricco di lecci, cerri, carpini, pioppi e salici che rendono ancora più suggestiva l’ambientazione.

Le acque del fiume Farfa, freddissime anche in estate, sono particolarmente limpide grazie al letto di ciottoli su cui scorre e che, in alcuni punti, crea dei vortici e delle cascate naturali.

Le ‘Gole del Farfa’ sono una méta versatile: oltre al percorso di trekking lungo le rive del fiume, è possibile trascorrere un pomeriggio sulle piccole spiaggette di ciottoli sparse qua e là lungo il fiume, fare il bagno (per i più coraggiosi, viste le basse temperature delle sue acque) oppure fare cayoning, rafting e hydrospeed (necessari casco, muta e una buona guida).

Durante l’estate inoltre, complici la secca stagionale e l’intenso prelievo quotidiano di acqua che viene incanalata nell’Acquedotto del Peschiera, le ‘Gole del Farfa’ possono essere percorse a piedi con più facilità (Trekking Fluviale).

Ma non è tutto, dal 1960 le acque del Farfa vengono utilizzate per riempire le storiche piscine di Farfa.

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All’interno del Monumento Naturale troviamo anche diversi costruzioni storiche:

  • il Ponte Romano a campata unica che attraversa il Farfa (punto strategico che permetteva il collegamento tra gli abitanti di Castelnuovo e Mompeo). Realizzato in pietra e mattoni, la sua costruzione si fa risalire al VI secolo e oggi si presenta privo di spallette e non protetto.
  • i ruderi del Mulino ad acqua noto come ‘Mola Naro Patrizi’. Un opificio idraulico costruito tra la metà dell’VIII e la metà del XII secolo, in cui si lavorava il grano, l’uva e le olive.

Poco visibili e maltenuti i pannelli didattici della ‘Fattoria Didattica del Farfa’ che raccontano la storia dei mulini ad acqua polifunzionali tra i più importanti della zona.

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L’elenco ufficiale del Ministero dell’Ambiente include 871 aree protette che coprono oltre 3 milioni di ettari del territorio nazionale, 2.850 mila ettari a mare e 658 km di costa: 24 Parchi Naturali Nazionali, 32 Aree Marine Protette, 2 Parchi Sommersi, 133 Parchi Regionali inseriti nell’elenco delle aree protette, un parco interregionale  e 23 Parchi Regionali non inseriti nell’elenco.

Luoghi che rappresentano uno straordinario patrimonio naturale ed un’opportunità per affrontare le sfide ecologiche, sanitarie ed economiche che ci troviamo ad affrontare.

Ma mentre a livello nazionale, grazie ai progetti ‘Italia Paese Parco’ e ‘Sentieri dei Parchi’ si sta andando verso una tutela ed una valorizzazione dei parchi, a livello regionale la situazione versa in tutt’altro stato.

Spesso la realtà in cui vivono questi parchi è molto difficile.

Si trovano costretti ad affrontare da soli le attività di gestione con scarse risorse a disposizione ed insufficienti investimenti, ma soprattutto ci troviamo davanti ad una realtà frammentata che non è connessa con il resto del territorio e che va contro il punto cardine delle aree protette.

Rivolgiamo allora un appello ai Parchi Regionali, ma soprattutto alle Regioni, affinché seguano l’esempio dei Parchi Nazionali che, su spinta del Ministero dell’Ambiente, stanno creando un sistema solido, forte e fondato sulla conservazione della biodiversità e lo sviluppo sostenibile.

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