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Glifosato non tossico per 4 Paesi Ue ma in Italia resta il divieto

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Il glifosato non è cancerogeno, mutageno o tossico per la riproduzione. Lo ha stabilito il primo rapporto sulla sicurezza sul glifosato stilato dalle autorità di Francia, Olanda, Svezia e Ungheria, nell’ambito del rinnovo dell’autorizzazione Ue, che si concluderà con la valutazione finale dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e all’Agenzia europea dei chimici (Echa).

Secondo il rapporto, l’erbicida ha i requisiti per essere ri-autorizzato in Europa, ma sono necessarie ulteriori analisi del suo impatto sulla biodiversità.

Le Analisi e raccomandazioni delle quattro autorità nazionali sono state consegnate a Efsa e Echa che pubblicheranno i documenti sui loro siti web e avvieranno una consultazione on line in settembre.

Una volta che saranno stati raccolti i commenti, le due agenzie stileranno le loro conclusioni, attese rispettivamente in maggio e giugno 2022.

Sarà poi la Commissione Ue a dover preparare una proposta legislativa sulla base dei pareri scientifici, da presentare ai paesi membri.

Intanto in Italia resta il divieto di farne uso, sia nelle aree frequentate dalla popolazione quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma anche di utilizzarlo nei campi per accelerare la maturazione e la raccolta.

L’Italia, che può contare sull’agricoltura più green in Europa – sottolinea la Coldiretti deve porsi all’avanguardia nelle politiche di sicurezza alimentare nell’Unione Europea e fare in modo che le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino coerentemente anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri come il grano proveniente da Stati Uniti e Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato proprio nella fase di pre-raccolta secondo modalità vietate in Italia dove la maturazione avviene grazie al sole”.

Con l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA) nel 2020  – conclude Coldiretti – le importazioni di grano canadese in Italia sono aumentate del 70% rispetto all’anno precedente per un totale di circa 1,7 miliardi di chili ma il problema riguarda anche fagioli, lenticchie e ceci provenienti soprattutto da Paesi come gli Stati Uniti e il Canada dove vengono fatti seccare proprio con l’utilizzo del glifosato”.

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