Glifosato addio. La Germania lo mette al bando dal 2023

Glifosato addio.

Il governo tedesco ha deciso di vietare a partire dal 31 dicembre 2023, l’uso di diserbanti a base di glifosato.

La norma, che sfa parte di un pacchetto di misure per la protezione degli insetti, prescinde dalla decisione che prenderà l’Unione Europea chiamata a rinnovare l’autorizzazione entro il 1 gennaio 2022.

Gli erbicidi a base di glifosato sono in uso da oltre 40 anni e sono i prodotti per il controllo delle infestanti più comunemente applicati al mondo.

Gli agricoltori saranno inoltre chiamati a ridurre in modo notevole l’uso di prodotti fitosanitari equivalenti al glifosato.

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Deve tornare ad esserci più ronzio” – ha detto la ministra dell’ambiente, Svenja Schulze, commentando le decisioni assunte.

A partire dalla fine del 2023 scadrà il periodo di transizione concesso dalla Ue per l’uso del glifosato e richiesto solo dalla Germania nel 2017 dall’allora ministro tedesco dell’Agricoltura, il cristiano-sociale Christian Schmidt.

Prodotto dalla Monsanto (di recente acquisita dalla multinazionale farmaceutica Bayer) e  commercializzato con il nome Roundup, il glifosato è oggi prodotto anche da altre aziende chimiche con nomi quali Accord e Rodeo.

Alla fine del 2017 è stato riautorizzato dall’Unione Europea per altri 5 anni (l’Italia, insieme ad altre 8 nazioni, ha votato contro).

Inizialmente giudicato dall’IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) come “cancerogeno”, su pressioni dell’EFSA (organismo per la sicurezza alimentare della Ue), è stato declassato a ‘probabilmente cancerogeno’ (più precisamente come ‘2a’, ossia agente la cui cancerogenità è confermata sugli animali ma non sull’uomo, n.d.r.), nonostante l’esistenza di studi indipendenti che hanno rivelato la sua pericolosità.

Si tratta infatti di un distruttore del nostro equilibrio ormonale.

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Nelle zone di produzione e di utilizzo massiccio si manifestano problematiche livello ormonale e renale.

Lo scorso maggio, Bayer ha perso il suo terzo processo consecutivo sul diserbante Roundup di Monsanto.

Una giuria di Oakland, inCalifornia, ha stabilito che l’azienda tedesca deve risarcire 2,05 miliardi di dollari a una coppia – Alva e Alberta Pilliod – perché non sono adeguatamente esplicitati i rischi di tumore legati all’utilizzo del prodotto.

I due, che hanno utilizzato il diserbante per 30 anni, hanno entrambi contratto il cancro.

I danni punitivi sono stati stabiliti invece pari a un miliardo di dollari.

A seguito di questa sentenza, Bayer è crollata alla borsa di Francoforte arrivando a perdere fino al 7,4% in avvio di seduta.

Secondo alcuni osservatori, la cifra elevata di danni punitivi potrebbe però spingere l’azienda a patteggiare le innumerevoli cause su Roundup.

Anche perché ci sono altre 13.400 cause legali contro Bayer in corso negli Stati Uniti. Un patteggiamento globale potrebbe valere 5 miliardi di dollari.

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