Glifosato. Bruxelles. Oggi la riunione del comitato Ue per gli alimenti, mangimi e piante avrebbe dovuto esprimersi su una proposta di rinnovo della licenza del glifosato tra i 5 e i 7 anni. Ma l’assemblea si è conclusa senza un accordo e la votazione slitta ad una data non ancora stabilita.

Dall’inizio del 2016, la Commissione Europea sta cercando di ottenere un’autorizzazione a lungo termine per il glifosato, classificato dalla IARC (Agenzia internazionale per la Ricerca sul Cancro) come sostanza “probabile cancerogena per l’uomo”. Ma già in cinque occasioni non è riuscita a ottenere il sostegno sufficiente da parte dei governi europei.

La votazione di oggi sul rinnovo per dieci anni ha visto 10 Paesi contrari (Italia, Belgio, Francia, Grecia, Croazia, Lussemburgo, Malta, Austria, Slovenia e Svezia), 2 astenuti (Germania e Portogallo), 16 a favore (Bulgaria, Danimarca, Repubblica Ceca, Estonia, Irlanda, Spagna, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Olanda, Polonia, Romania, Slovacchia, Finlandia e Regno Unito).

«Bene il voto contrario dell’Italia al rinnovo del glifosato, è un atto di responsabilità. Ma dieci, sette o cinque anni non cambia nulla, non si può dare il via libera a una sostanza che sta inquinando l’ambiente e che è probabilmente cancerogena per gli esseri umani», Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia.

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