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GLIFOSATO, IL PARLAMENTO EUROPEO TORNA ALL’ATTACCO

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Il Parlamento europeo torna all’attacco sul glifosato. L’erbicida dannoso per la salute. La proroga della licenza di cinque anni, approvata lo scorso novembre in extremis, non è piaciuta al Parlamento europeo, che chiedeva invece di eliminare gradualmente il commercio e l’utilizzo del glifosato entro la fine del 2022.

E per questo, ora, l’obiettivo degli eurodeputati è capire quale sia stato l’iter esatto che ha portato alla proroga della licenza. Per farlo, sarà istituita una commissione speciale per esaminare le procedure di autorizzazione dell’Unione sui pesticidi, che avrà l’obiettivo di scoprire se l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) abbiano subito pressioni dalla Monsanto, casa produttrice del pesticida, per fornire valutazioni positive orientate a garantirne il rinnovo della licenza.

Prima della riunione costituente (prevista a marzo 2018), la commissione speciale, che sarà composta da 30 membri e lavorerà per nove mesi, dovrà incassare a febbraio il via libera di tutta l’Eurocamera.

“Non possiamo permetterci nemmeno l’ombra del dubbio” – ha detto la vicepresidente dei Socialisti e Democratici (S&D), Kathleen Van Brempt.

Il gruppo dei Verdi al Parlamento europeo chiederà alla commissione speciale sui pesticidi di “analizzare i malfunzionamenti nel processo che ha portato al rinnovo dell’autorizzazione del glifosato”.

In particolare, l’indagine riguarda le valutazioni delle agenzie europee Efsa ed Echa e dell’agenzia tedesca Bfr.

Vogliamo che le agenzie dell’Ue diventino irreprensibili nelle loro procedure di valutazione delle sostanze potenzialmente dannose per la salute pubblica e per l’ambiente – sottolinea Lamberts – la loro protezione deve avere la precedenza su tutte le altre considerazioni ed essere legata ad una competenza scientifica assolutamente indipendente”.

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