Territorio

GLIFOSATO, NUOVE PROVE SCHIACCIANTI: DECISIONE DI RINNOVARLO INFLUENZATA DALL’INDUSTRIA CHIMICA

Condividi

Glifosato. “Oggi Bart Staes, deputato al Parlamento europeo del gruppo Verdi/ALE e correlatore della commissione PEST sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi nell’UE, insieme ai colleghi di altri gruppi, ha presentato nuove prove schiaccianti sulla partecipazione dell’industria chimica alla procedura di rinnovo dell’autorizzazione della pericolosa sostanza glifosato”, l’annuncio sul profilo Facebook Marco Affronte, membro del parlamento UE.

“Su richiesta degli eurodeputati, gli esperti Stefan Weber e Helmut Burtscher-Schaden illustrano in dettaglio la portata del plagio dell’agenzia tedesca Federal Institute for Risk Assessment (BfR) in merito alla valutazione della domanda di rinnovo del glifosato presentata dalle compagnie produttrici, compresa la Monsanto. La Germania, che è stata nominata Stato relatore dell’UE per la valutazione sette anni fa, attraverso il BfR, ha violato il diritto comunitario che richiede l’indipendenza e l’obiettività di tali valutazioni”- continua Affronte sul suo profilo Fb.

Dichiarazione compeleta di Marco Affronte, membro Greens/EFA in the European Parliament della commissione per l’ambiente e la salute pubblica (ENVI):

“É inammissibile che la salute pubblica venga messa a rischio solo perché l’industria chimica possa realizzare un profitto. È estremamente preoccupante vedere che fino al 50% di alcuni capitoli della valutazione del regolatore tedesco sono stati effettivamente scritti dalla Monsanto. Attraverso questa pratica inaccettabile del BfR, studi scientifici indipendenti che mostravano effetti cancerogeni legati al glifosato sono stati eliminati e non sono stati presi in considerazione, e le valutazioni che mettono in guardia sui pericoli del glifosato sono mancate tutte insieme.

Così come i produttori di tabacco non possono più parlare dei benefici del fumo per la salute, l’industria chimica non dovrebbe essere in grado di scrivere la propria autorizzazione per i prodotti potenzialmente dannosi. I risultati di oggi amplificano le raccomandazioni della relazione PEST, che sarà votata domani, per una maggiore trasparenza e un controllo indipendente sulla procedura di autorizzazione delle sostanze chimiche potenzialmente dannose.

Qualsiasi autorità di regolamentazione che, nell’approvare prodotti fitosanitari, si limita a copiare e incollare studi finanziati dall’industria stessa che li produce, senza sempre fare chiaro riferimento al materiale di partenza, rischia piuttosto di apparire solo un reparto marketing. L’indipendenza delle valutazioni pubbliche delle sostanze che l’industria chimica desidera commercializzare è un prerequisito per l’adozione di decisioni eque e sicure. La Commissione europea e gli Stati membri dell’UE devono garantire che le autorità di regolamentazione siano adeguatamente indipendenti e scientifiche”.

QUI I DOCUMENTI

Nella giornata di ieri, 15 gennaio, è riesplosa la polemica in vista del voto dell’Europarlamento. Ecco cosa  è successo.

Proprio nel giorno in cui l’autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sottolinea i limiti delle risorse a sua disposizione (evidenziato in un rapporto della Corte dei conti Ue) per garantire l’efficacia dei controlli sulle sostanze chimiche, a essere messo sotto accusa da un gruppo di europarlamentari è il Bfr, l’istituto tedesco per la valutazione del rischio, da cui nel 2013 è partita la procedura di rinnovo per l’autorizzazione dell’erbicida.

Secondo un rapporto commissionato da eurodeputati di Verdi,  S&D e Gue, oltre il 50% della relazione del Bfr sul glifosato “è frutto di plagio“, copiata e incollata dagli studi che l’industria ha presentato a sostegno della domanda di rinnovo della licenza.

Una “pratica inaccettabile”, attacca Marco Affronte (Verdi), che ha di fatto escluso dall’esame delle agenzie Ue ricerche “indipendenti che mostravano effetti cancerogeni” legati all’utilizzo di questo pesticida. La questione è già stata sollevata più volte ed è stata approfondita nei lavori della Commissione pesticidi. Oggi il Bfr è tornato a dire che la valutazione Ue dei rischi del glifosato “è garantita e indipendente”, brani degli studi presentati dall’industria sono “inevitabilmente parte delle relazioni di valutazione” ma sono prima sottoposti “ad esame critico”.

Oggi gli eurodeputati voteranno la relazione conclusiva della commissione pesticidi in cui si raccomanda maggiore trasparenza sulla procedura di autorizzazione di queste sostanze. Il testo non ha carattere legislativo e vincolante, ma inevitabilmente influenzerà il negoziato in corso tra Europarlamento, Commissione e Consiglio per arrivare a fissare nuove regole sullo stesso tema partendo dalle proposte presentate lo scorso aprile dal Commissario Ue Vytenis Andriukaitis sulla spinta di un’iniziativa dei cittadini. “Penso che il modo migliore per procedere sia lavorare insieme – ha dichiarato il commissario lituano – per arrivare ad adottare questa proposta perché è qualcosa che i nostri cittadini ritengono importante”. I prossimi incontri tra Pe, Commissione e Consiglio sono stati fissati per il 24 gennaio e l’11 febbraio prossimi. Sempre domani è attesa la conclusione della vicenda legata ai dazi sul riso asiatico. Secondo le principali organizzazioni agricole, da Confagricoltura a Coldiretti a Cia, è stato fatto a Strasburgo un passo avanti decisivo per l’adozione delle tutele tariffarie, che dovrebbero scattare dopo la pubblicazione del regolamento sulla Gazzetta Ufficiale UE programmata per il 17 gennaio (ANSA)

 

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago