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Glifosato, trovato in alti livelli nello sperma. Gli scienziati: “Possibile impatto sulla fertilità”

Glifosato, trovato in alti livelli nello sperma. Gli scienziati Possibile impatto sulla fertilità

Uno studio ha rilevato alti livelli di glifosato in campioni di sperma di una clinica per la fertilità. I dati emersi sollevano dubbi sull’impatto dell’erbicida sulla salute riproduttiva.

I pesticidi possono influire sulla nostra fertilità? A quanto pare sì. Secondo uno studio, il glifosato è stato rilevato in oltre il 55% dei campioni di sperma provenienti da una clinica francese per l’infertilità. Il controverso erbicida, già associato a danni cerebrali negli adolescenti, solleva ora preoccupazioni sulla salute riproduttiva.

La nuova ricerca evidenzia anche gli impatti sul DNA del pesticida, che viene anche correlato allo stress ossidativo sul plasma seminale, suggerendo effetti significativi sulla fertilità e sulla salute riproduttiva.

Mentre i tassi di fertilità globale stanno diminuendo, i dati dello studio sollevano dubbi sul ruolo dell’esposizione alle sostanze chimiche nel progressivo declino. Il pesticida è infatti un interferente endocrino e, in quanto tale, può interferire sulla fertilità maschile. Lo studio però, non indaga solo sulla diminuzione di fertilità, ma anche sulle possibili conseguenze sulla prole.

“Presi insieme, i nostri risultati suggeriscono un impatto negativo del glifosato sulla salute riproduttiva umana e forse sulla progenie”, hanno scritto gli autori della ricerca pubblicata su Ecotoxicology and environmental safety.

Nei più colpiti dall’esposizione all’erbicida, i lavoratori agricoli, sono stati registrati i livelli più alti di glifosato nello sperma.

Glifosato nello sperma, gli scienziati: “Applicare principio di precauzione”

I livelli di pesticida rilevati dai ricercatori francesi nei campioni di sperma sono risultati quattro volte più alti rispetto a quelli rintracciati nel sangue. In base a quanto emerso dallo studio, gli scienziati hanno suggerito che “sarebbe saggio che i regolatori applicassero un principio di precauzione” nella regolamentazione fin quando non verranno fatte ulteriori ricerche per confermare gil effetti sulla salute umana.

Lo scorso gennaio Bayer-Monsanto – produttrice del pesticida a base di glifosato Roundup – è stata condannata a risarcire un contadino della Pennsylvania con 2,25 miliardi di dollari per le conseguenze derivanti dall’ uso dell’erbicida.