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Giro d’Italia, blitz di Ultima Generazione durante la tappa Pergine Valsugana-Caorle

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Ultima Generazione, azione anche al Giro d’Italia: “La realtà è che il mondo in cui ci mandano i politici è un mondo in cui il Giro d’Italia non può più esistere”

Questo pomeriggio alle 16.10 circa, quattro attivisti di Ultima Generazione hanno preso parte ad un’azione non violenta durante il Giro d’Italia per pochi minuti sulla Strada Regionale 89 “Treviso-Mare”, all’altezza di Roncade (TV).

Gli attivisti hanno esposto striscioni con su scritto “NON PAGHIAMO IL FOSSILE” per comunicare con i milioni di spettatori della storica manifestazione sportiva. Dopo essersi incatenati al guard-rail sul ciglio della strada, sono stati velocemente fermati dalle forze dell’ordine.

“Preferirei non arrivare a questo. Preferirei stare con mio nonno, stare tranquillo sul mio divano a guardare il Giro d’Italia, mentre il Governo fa il suo lavoro. Ma non è la realtà. La realtà è che il mondo in cui ci mandano i politici è un mondo in cui il Giro d’Italia non può più esistere. In questo mondo saremo impegnati a lottare per nutrire noi stessi e per salvare le nostre famiglie. In queste condizioni affronteremo guerre per l’acqua e il cibo e carestie. Dobbiamo agire oggi per salvare ciò che si può ancora salvare“ ha dichiarato uno dei cittadini di Ultima Generazione che ha preso parte all’azione.

Ultima Generazione:”Agli alluvionati i ricavi del Superenalotto per continuare a elargire soldi pubblici ai petrolieri

“Dobbiamo fermare la folle corsa verso il nostro annientamento, non possiamo più rimanere spettatori del disastro climatico in corso, limitandoci ad aspettare di contare le vittime ed i danni della prossima frana o alluvione. Il traguardo è un burrone e accusiamo il Governo di condannarci a morte: non può continuare ad elargire decine di miliardi di soldi pubblici alle industrie del fossile” hanno dichiarato gli attivisti durante l’azione non violenta durante una tappa del Giro d’Italia. Secondo il gruppo ambientalista, il governo, anziché continuare ad elargire alle industrie private del fossile 41,8 miliardi di euro di soldi pubblici (dato del 2021) dovrebbe destinarli alla messa in sicurezza del Paese di fronte alla catastrofe climatica.