The entrance of the notorious Auschwitz II-Birkenau, a former Nazi extermination camp and now a museum on October 28, 2007 in Oswiecim, Poland

Nell’anniversario dell’ingresso delle truppe sovietiche ad Auschwitz nel 1947 riecheggiano le parole della Senatrice Liliana Segre, parole per non dimenticare l’orrore dei campi di concentramento.

Non ho mai perdonato, ma ho imparato a non odiare”. Parole tratte dall’ultimo intervento pubblico della Senatrice Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento e baluardo della memoria di uno dei periodo più bui della storia dell’Umanità.

Giorno della memoria, Segre: “L’indifferente è complice dei misfatti peggiori”

Oggi ricorre l’anniversario dell’ingresso delle truppe sovietiche nel campo di concentramento di Auschwitz, quando tutto il mondo scoprì l’orrore del male nazista, e non a caso si è scelta questa giornata per ricordare a tutti che il nazismo non va dimenticato.

Si può smettere di odiare, come insegna Liliana Segre, ma non si può e non si deve dimenticare o perdonare.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha voluto condividere in questa giornata una storia che fa parte della sua famiglia: “Una giornata che racconta di milioni di storie personali e familiari, dolori indicibili, ma anche solidarietà e legami affettivi che sono l’antidoto alla dannazione dei lager. La Giornata della Memoria deve essere narrata sempre affinché non accada mai più. Ciao papà“.


Anche il presidente onorario  dell’Associazione Vas onlus, Guido Pollice, ha commentato: “La chiamiamo memoria attiva, perché il ricordo non ha senso se non si esercita la sua portata educativa nel presente. Dobbiamo far si che la memoria ci sia da stimolo per combattere tutti i giorni contro ogni idea di razzismo e di sopraffazione.
Questo è un impegno che Verdi Ambiente e Società – VAS – porta avanti nelle attività di tutti i giorni a difesa dell’ambiente e della qualità della vita”.

Abbiamo sicuramente bisogno di ricordare quella barbare: l’olocausto. Milioni di persone uccise per odio razziale. Ne abbiamo bisogno perché non venga dimenticato, cancellato o revisionato.

Articolo precedenteRifò, il brand che dà vita a nuovi abiti da materiali riciclabili e fibre tessili rigenerate
Articolo successivoCambiamento climatico, un’emergenza globale: i risultati del più grande sondaggio al mondo sul clima