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Giornata Mondiale delle Tartarughe, in un anno salvati 20 esemplari

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Nell’ultimo anno sono stati 20 gli esemplari di tartarughe Caretta caretta recuperate dopo essere state trovate ferite a causa di impatti con barche, ingestione di rifiuti di plastica galleggianti o lenze da pesca. Le tartarughe sono state salvate e soccorse nel “Centro di Recupero per Tartarughe Marine” a Favignana e, dopo le cure, già 8 di queste sono state rimesse in libertà negli scorsi mesi.

Lo annunciano Rio Mare e l’Area Marina Protetta Isole Egadi in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe che si celebra il 23 maggio di ogni anno.

La riabilitazione degli animali – spiegano – è stata possibile grazie alla preziosa collaborazione tra Rio Mare e l’AMP delle Isole Egadi, uno dei primi progetti di questo genere sia per durata che per investimento realizzato da privati in Italia, che in cinque anni è riuscito a recuperare e salvare oltre 80 tartarughe della specie Caretta caretta.

È dal 2014 che l’azienda supporta il Centro di Primo Soccorso tramite l’acquisto di materiale tecnico (come tag satellitari, vasche per il recupero delle tartarughe e materiali per le aule didattiche).ù

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Un aiuto che lo ha portato ad essere un vero e proprio Centro di Recupero per Tartarughe Marine Caretta carettaa Favignana.

Grazie a questo riconoscimento infatti, l’equipe specializzata del centro può sia dare una prima assistenza alle specie che lo necessitano, ma anche tenere sotto controllo lungo la loro degenza, fino ad arrivare alla loro guarigione e alla successiva rimessa in libertà.

Attraverso il progetto finanziato da Rio Mare “Marine turtle tracking”, gli operatori del centro dopo aver guarito le tartarughe, le muniscono di un tag satellitare con la supervisione scientifica dell’Università di Pisa – Dipartimenti di Biologia per poi ricondurle in acque sicure.

Questo sistema permette di seguire i percorsi delle tartarughe e di continuare il monitoraggio da remoto degli esemplari curati presso il Centro tartarughe, di conoscerne i tragitti, le tappe e i chilometri percorsi, oltre che di approfondire la conoscenza della specie e le sue abitudini.

La posidonia oceanica può aiutarci a raccogliere la plastica nei nostri mari

La partnership tra Rio Mare e AMP Egadi mira a salvaguardare la biodiversità e favorire una gestione sostenibile delle risorse naturali del territorio attraverso diversi progetti che si stanno portando avanti nel tempo, come ad esempio anche l’attività a tutela della prateria di Posidonia oceanica più estesa del Mediterraneo, in grado di regolare l’assorbimento di CO2 nel mare e nell’atmosfera.

Per difendere la Posidonia, Rio Mare ha anche finanziato il Progetto MASTER (Misure Anti Strascico per la Tutela e il Ripopolamento) che, attraverso la posa di 40 dissuasori posizionati sui fondali dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, è riuscito a diminuire dell’85% la pesca a strascico in zona vietata, una delle principali minacce alle praterie di Posidonia.

Ma l’impegno di Rio Mare non finisce qui, l’azienda ha anche coperto i costi di gestione dell’Osservatorio della Foca monaca situato all’interno del Castello di Punta Troia nell’Isola di Marettimo: uno spazio destinato non solo al monitoraggio della presenza di esemplari della specie, ma che effettua anche ricerche finalizzate allo studio di questo animale e, in estate, si apre al pubblico diventando centro visite e info point.

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