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Giornata mondiale dell’acqua, dalla siccità alle guerre i pericoli del bene più prezioso

Si celebra domani in tutto il mondo il World Water Day che quest’anno è stato dedicato al tema dell’acqua sotterranea. Da cui dipende il 75% dell’approvvigionamento idrico di tutta Europa

Si festeggia domani la Giornata internazionale dell’Acqua giunta alla sua trentesima edizione. Proclamata dalle Nazioni Unite nell’ambito del primo summit sulla Terra di Rio de Janeiro nel 1992, il “World Water Day” di quest’anno è dedicato al tema dell’acqua sotterranea.

L’acqua, ce lo insegnano da bambini, è la fonte di tutta la vita. Ma spesso si tende a sottostimare il valore che ha l’acqua che non vediamo. Quella sotterranea, appunto, da cui dipende il 75% dell’approvvigionamento idrico di tutta Europa.

Un tema che proprio in Italia diventerà ancora più caldo nei prossimi mesi quando inizieranno a farsi sentire gli effetti della forte siccità che sta colpendo il Nord Italia (e parte dell’Europa centrale) come l’assenza di acqua per l’irrigazione dei campi e, negli scenari peggiori, per l’utilizzo casalingo e addirittura per dissetarci.

Si tratta di uno dei tanti casi che, in Italia come nel resto del mondo, mettono in luce quanto il bene più prezioso per l’essere umano e per gli altri esseri viventi sia messo sempre più a rischio a causa dei cambiamenti climatici.

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Dalla siccità alle guerre, l’acqua è sempre più a rischio

La giornata internazionale dell’acqua che si celebra domani in tutto il mondo, dunque, sarà l’occasione per riportare al centro del dibattito pubblico i temi legati all’approvvigionamento idrico e alla scarsità della risorsa più importante per la vita.

Tra questi temi di sicuro in Italia quello più sentito è quello della siccità che sta colpendo le regioni settentrionali dove non piove (se non con rarissime e insufficienti eccezioni) da più di 100 giorni. 

“L’assenza di piogge d’inverno è un fenomeno meteorologico estremospiegò già il mese scorso a TeleAmbiente il colonnello Francesco Laurenzie questo ci impensierisce un pochettino. Un po’ per le colture che hanno bisogno di acqua, un po’ anche per il rifornimento idrico”.

Laurenzi spiega che il processo che porta l’acqua nei nostri rubinetti è piuttosto lungo“L’acqua che arriva nei rubinetti, cioè quella che noi beviamo, ha circa un anno, un anno e mezzo se non addirittura due anni. Quindi, ahinoi, le conseguenze dell’attuale siccità non la vedremo soltanto adesso ma anche questa estate e forse anche la successiva”. 

Ma se il Settentrione italiano è colpito da una forte siccità da qualche mese, più si scende a Sud più l’assenza di un quantitativo adeguato di acqua è conosciuto e pericoloso. 

Esistono centinaia di migliaia di villaggi in tutta l’Africa in cui gli abitanti non hanno accesso all’acqua potabile. Esistono tanti progetti che si occupano di portare l’acqua lì dove manca. In Uganda è attiva Amref che coordina  il progetto “Solar for Inclusive Wash” finanziato  dalla Fondazione “Peter Wallenberg Water for All” e dai comitati Water for All di “Atlas Copco” ed “Epiroc”, storiche aziende partner della grande Ong, si sta cercando di fornire energia solare e migliori servizi idrici e igienico-sanitari a 48 comunità del distretto di Pader, nel Nord del Paese.

Ma l’acqua diventa un tema centrale anche quando si parla di guerra. E lo si sta vedendo, drammaticamente, in questi giorni in Ucraina.

Civili che scappano dalle bombe senza neanche una bottiglietta d’acqua per dissetarsi, persone rimaste accerchiate dall’esercito russo senza cibo né acqua (come dimostra la storia dell’italiano rimasto in Ucraina per prendersi cura dei suoi animali e di cui non si hanno notizie da giorni).

Ma ciò che più preoccupa sono le guerre del futuro, quelle in cui la gestione delle risorse idriche rappresenterà non una strategia ma un’obiettivo primario.

Già nel 2018 un rapporto della Banca mondiale parlava di ben 507 conflitti nel mondo legati al controllo delle risorse idriche. È facile dunque pensare che in futuro le guerre saranno combattute per la gestione dell’oro blu.

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Giornata mondiale dell’acqua, l’occasione per rilanciare il “Manifesto di Treviso”

La giornata mondiale dell’acqua che si celebra domani è anche l’occasione per rilanciare un progetto – il Manifesto di Treviso in difesa dell’acqua – nato qualche mese fa in occasione  del convegno “L’orologio dell’acqua”, promosso dall’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti con Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano.

“Il Manifesto – spiega Pier Francesco Ghetti, presidente del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” – contiene i princìpi cardine per attuare la ‘transizione ecologica’ dei nostri territori in linea con gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile e un vademecum rivolto sia alle istituzioni che ai cittadini. Siamo convinti, infatti, che solo partendo dai piccoli gesti quotidiani si possano conseguire risultati significativi nelle strategie di adattamento al cambiamento climatico”

Domani alle 16.30, inoltre, verrà presentato il Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2022 a cui parteciperanno, tra gli altri, Stefano Patuanelli, Ministro per le politiche agricole, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente di Univerde e Ettore Prandini, presidente di Coldiretti.

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